Reijnders, mediano o mezzala? La sua prima stagione italiana non lascia dubbi

Alti e bassi, prestazioni clamorose e da stropicciarsi gli occhi ed errori elementari e poco comprensibili. La stagione di Tijjani Reijnders, la sua prima in Italia e con la maglia rossonera, è andata abbastanza in maniera parallela rispetto a quella del Milan. Un inizio sfavillante e che ha lasciato tutti con la bocca aperta, un prosieguo difficile e pieno di insidie, una ripresa che faceva be sperare e momenti di blackout che hanno compromesso le partite importanti e gli obiettivi da raggiungere. Arrivato per diciannove milioni di euro più quattro di bonus dall’AZ Alkmaar, l’olandese ha mostrato subito le sue caratteristiche, le sue peculiarità, le sue doti più importanti. Insieme a queste, però, sono stati subito evidenti anche i suoi limiti, i suoi difetti e le cose che il ragazzo dovrà migliorare nei prossimi anni. Una cosa è comunque certa: i suoi primi mesi in rossonero sono stati pressoché positivi e, anche se non con un voto eccellente per quel che riguarda la sua stagione nel complesso, Reijnders è sicuramente un calciatore su cui il Milan dovrà puntare nelle prossime stagione ed uno di quelli che può far fare il salto di qualità alla squadra ed alla manovra milanista chiunque sarà il prossimo allenatore che si siederà sulla panchina.

Reijnders, punti di forza e di debolezza

Milan: Tijjani Reijnders (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Tijjani Reijnders (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Centrocampista di gamba, con una buona propensione ad attaccare l’area avversaria, un tiro preciso e potente, molto capace negli inserimenti, abile anche nel dribbling, veloce nel pensiero e con un’ottima propensione alla verticalità e nel pescare i compagni in profondità. Questi sono senza dubbio i suoi punti di forza, senza dimenticare le cose su cui Tijjani Reijnders dovrà migliorare per diventare un centrocampista completo e poter ambire ad essere uno dei più importanti nel suo ruolo. Il tiro può e deve diventare più preciso. Troppe volte l’olandese è arrivato davanti alla porta ed ha sbagliato la conclusione finale, così come possono essere più incisive le sue conclusioni da lontano o sui calci piazzati. L’ex Az, inoltre, deve imparare ad aiutare di più in fase difensiva, ad essere più duro nei contrasti e può e deve essere più cattivo in fase di interdizione. Reijnders, inoltre, a volte si specchia troppo nelle sue giocate e nella sua bellezza tecnica, mancando di cattiveria agonistica, concretezza e voglia di incidere a tutti i costi. Tutti difetti su cui si può e si potrà lavorare e che il prossimo allenatore del Milan dovrà cercare di limare per lucidare un gioiello che può diventare un calciatore totale, ma soprattutto box to box.

Reijnders, una mezzala da sfruttare

Milan-Udinese: Lazar Samardzic, Tijjani Reijnders (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan-Udinese: Lazar Samardzic, Tijjani Reijnders (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Resta il fatto che Tijjani Reijnders, dopo l’arrivo al Milan, ha conquistato la sua Nazionale in maniera assidua e definitiva. Con l’Olanda, così come nel Milan, indossa la maglia numero quattordici, maglia di un certo peso e valore da quelle parti. In questa prima stagione rossonera, però, c’è stato un grosso equivoco tattico legato al centrocampista ex AZ Alkmaar. Stefano Pioli, infatti, lo ha provato in tutti i ruoli del centrocampo. Mezzala prima, mediano nei due di centrocampo dopo, unico mediano e vertice basso del settore nevralgico del campo in qualche occasione. Le prestazioni di Tijjani non lasciano spazio a dubbi ed interpretazioni. Il meglio di sé Reijnders lo dà e lo ha dato da mezzala nel centrocampo a tre, ruolo in cui si trova maggiormente a suo agio, può pensare più ad attaccare che a difendere, non ha troppi metri di campo da coprire e può essere più incisivo e decisivo anche nell’area avversaria. Le sue migliori prestazioni sono state sicuramente quelle di inizio stagione e quella dell’ultimo match contro il Cagliari, partite in cui Pioli ha usato il 433 e Tijjani ha giocato da mezzala. Con lo spostamento di Loftus-Cheek sulla trequarti ed il passaggio al 4231, Reijnders è diventato mediano in un centrocampo a due ed ha sofferto parecchio il dover coprire più zone del campo, il non poter osare in direzione area avversaria e i troppi compiti tattici che ne limitavano le proiezioni offensive. Chi lo ha visto ed imparato a conoscere non ha molti dubbi: l’olandese può migliorare ed ha il tempo per conoscere meglio il nostro calcio ed imparare a fare tutto, ma se si vogliono sfruttare al meglio le sue caratteristiche, bisognerà impiegarlo da mezzala e non spostarlo più.

Lino Dimitri
Lino Dimitri
Giornalista 35enne, Carmelo Dimitri è iscritto all'ordine dei Pubblicisti dal 2012. Dal 2010 collabora, a vario titolo, e scrive per diverse testate online, nazionali e non. Si occupa di Milan dal Settembre del 2011 e segue il calcio da quando era piccolissimo. Le sue più grandi passioni sono il calcio, il Milan e la scrittura. Attualmente è editorialista di punta nella redazione di MilanPress.it.

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