Costacurta: “Più che con l’Inter, ho visto la vera debolezza del Milan contro la Roma. Chi prenderei al posto di Pioli? io dico…”

Billy Costacurta, difensore e bandiera storica del Milan che ha vinto tutto, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole su questo finale di stagione del Milan.

Sulla contestazione di San Siro: “Ingenerosa. Il secondo posto, dietro a una squadra che ha corso così veloce come l’Inter, resta un buon risultato. Si è messo dietro l’Atalanta, la nuova Roma, la Juve. Una certezza che deve far rialzare la testa“.

La debolezza del Milan: “La vera debolezza l’ho vista nella doppia sfida con la Roma. Nelle due partite d’Europa sono rimasto stupito dall’atteggiamento della squadra, poco cosciente di quello che andava a giocarsi e cioè la possibilità di cambiare la stagione. E allora mi viene il sospetto che tra squadra e allenatore sia successo qualcosa che ha fatto precipitare il rapporto. I risultati lo dimostrerebbero: prima di quelle partite il Milan ne aveva vinte sette consecutive, dopo lo ha fatto solo contro il Cagliari. Prima e dopo lo spirito era diverso, qualcosa può essersi rotto“.

Sul post Pioli: “Prenderei un allenatore italiano bravo, con esperienza internazionale magari. In pratica uno tra Conte e De Zerbi. Su Conte poco da aggiungere, su De Zerbi la penso diversamente da Capello. Hanno entrambi personalità e cattiveria, trasferiscono le loro idee e il loro spirito. Mi piacciono gli allenatori così, per questo non sono contrario a Conceicao. Lopetegui invece non le vedevo benissimo dentro lo spogliatoio. Mi piacciono allenatori così, con qualità di gioco e un carattere tosto, come era lo stesso Capello: quando si arrabbiava volavano calci alle borse“.

Sul silenzio del club: “Sono una persona paziente, credo ci voglia tempo per capire le reali intenzioni. Per certi versi il silenzio può essere una strategia: non comunicano il nuovo allenatore per paura di perderlo. O come quando dicono che le decisioni vengono prese insieme: sì, ma alla fine chi comanda davvero? Allo stesso tempo non credo si debba a necessariamente dire tutto, ma dare del pirla a Cardinale è crudele. Basta vedere la sua storia, come nasce e cosa è diventato. Davanti a lui giù il cappello e complimenti, poi si inizia a parlare. I tifosi? Hanno bisogno di sognare, che sia con un nuovo allenatore o con grandi giocatori. Se però sei convinto della scelta devi avere la forza di andare avanti. E ripeto, dobbiamo abituarci al modo di comunicare di una proprietà americana, che è diverso dal nostro“.

Sui possibili acquisti estivi: “Uno per reparto credo possa andar bene, anche se sulla carta le squadre non hanno mai vinto niente. C’è la prova del campo e l’anno prossimo potrà essere diverso, più per l’Inter però. È sempre difficile ripetere un percorso strepitoso, le motivazioni potrebbero non essere le stesse. E se quest’anno hanno messo in secondo piano la Champions, e potevano crederci di più, l’anno prossimo dovranno farsi valere in Europa. In più avranno il Mondiale per club: con tanti impegni la stagione si complica“.

Su Ibra: “Poteva essere più incisivo o emergere un po’ di più. Ma quello che succede nello spogliatoio non è detto che si sappia tutto… e per quello che so in un paio di occasioni si è fatto sentire eccome. In tv ho ascoltato spesso parlare le seconde linee e mai giocatori di personalità come Maignan o Leao. Lo stesso Zlatan poteva spingerli a prendersi le loro responsabilità in pubblico. O presentarsi lui stesso: e si sa che quando parla Ibra non escono mai cose banali…“.

Alessandro Costacurta - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Alessandro Costacurta – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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