Paolo Maldini smantella i mercati di Leonardo. Si potrebbe dare questo titolo definitivo per chiudere il cerchio con il recente passato milanista. A poco più di due anni dal suo arrivo al Milan, nelle vesti di dirigente (quarta vita rossonera dopo quella da calciatore, osservatore e allenatore) e a poco più di uno dal suo addio, non c’è più quasi traccia, nell’attuale Milan, dell’anno da direttore dell’area tecnica di Leonardo in rossonero. La cessione formalizzata oggi di Lucas Paquetà al Lione mette formalmente la parola fine al Diavolo targato Leonardo. Resterebbe il solo Samu Castillejo (oltre a Diego Laxalt che però è sempre sul mercato), unico reduce dei due mercati targati Leo (estivo ed invernale), ma il brasiliano, appena ceduto al Lione, può essere considerato il simbolo del fallimento dell’attuale dirigente del Psg nella sua ultima vita rossonera. Sì, perché Paquetà è stato fortemente voluto ed inseguito da Leonardo che poi ha convinto il Fondo Elliott e la società ad investire una cifra enorme per battere la concorrenza ed assicurarsi le prestazioni di Lucas. Sicuramente, tra tutti, l’acquisto per eccellenza targato Leo, ma soprattutto il giocatore che più ha deluso, soprattutto considerato il rapporto tra aspettative, investimento e reale incidenza sul campo. Uno degli acquisti più costosi della storia del Milan se ne va a testa bassa, Maldini smantella i mercati di Leonardo ed ora ha denaro fresco da reinvestire sul mercato.
Maldini smantella i mercati di Leonardo, Paquetà non replica Kakà, Pato e Thiago Silva

La cifra della cessione di Lucas Paquetà al Lione è di 20 milioni più una percentuale del 15% sulla futura rivendita. Gli oltre 38 milioni investiti poco meno di due anni fa, non hanno praticamente prodotto alcun risultato, né dal punto di vista di prestazioni individuali del brasiliano, né tantomeno per la squadra. Al netto dei primi due mesi positivi da mezzala con Gattuso, in cui Paquetà fa intravedere sprazzi della sua classe, segna il primo e unico gol con la maglia rossonera nella sfida casalinga contro il Cagliari e fornisce un paio di assist vincenti, la sua esperienza al Milan si può considerare fallimentare. Da marzo 2019 in poi male anche con Gattuso, tra infortuni, espulsioni e incongruenze tattiche. Poi arriva Giampaolo e arrivano le diatribe, con risposte piccate e provocatorie del brasiliano via social, sull’essere troppo o troppo poco brasiliano e, infine, Stefano Pioli con cui, tra mancate convocazioni per mancanze di serenità o di impegno, è l’unico a non dare segni di miglioramenti dopo il lockdown. Ora, Paolo Maldini smantella i mercati di Leonardo che, dopo aver avuto intuizioni geniali con altri tre grandi brasiliani della storia del Milan, portando Kakà, Pato e Thiago Silva in rossonero, non si è ripetuto con Paquetà.
Maldini smantella i mercati di Leonardo. Da Higuain a Paquetà: storia di due sessioni fallimentari

Lo abbiamo già detto in precedenza: Paolo Maldini smantella i mercati di Leonardo e con la cessione di Paquetà chiude ipoteticamente un cerchio aperto con Gonzalo Higuain e chiuso con il brasiliano. Due sessioni di mercato, estate 2018 e gennaio 2019, guidate da Leo e di cui nell’attuale rosa rossonera resta soltanto Samu Castillejo che, tra le altre cose, non sembra essere nemmeno un elemento imprescindibile del Milan di Pioli. Ci sarebbe anche Diego Laxalt, ma l’uruguagio era già partito un’estate fa, salvo poi tornare per necessità a fare il vice Theo a gennaio. Ora, è ancora sul mercato e, fino alla fine di questa sessione, il Milan potrebbe decidere di puntare su un altro eventuale terzino sinistro. I non riscatti di Higuain e Bakayoko (anche se su quest’ultimo sembra esserci ancora un interesse per riportarlo a Milanello), la cessione in prestito con diritto di riscatto di Caldara all’Atalanta e quella di Piatek (altro super acquisto oneroso della gestione Leonardo) all’Herta Berlino, segnano inequivocabilmente, oltre al fallimento di Paquetà, anche quello dell’ex giocatore e allenatore come dirigente del Milan.

