FIGC, Gravina: “Questo è l’anno delle riforme. Decreto Crescita? La FIGC non ha mai ritenuto fosse lo strumento corretto”

Il presidente della FIGC Gabriele Gravina ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Il Foglio. All’interno di essa ha trattato vari temi tra cui le riforme di cui necessità il mondo del calcio, il Decreto Crescita e l’affiancamento della Federazione turca in occasione dell’Europeo 2032. Di seguito le sue parole.

Sulle riforme: “Sarà l’anno della riforma, il percorso è tracciato. Non parlo di quella dei campionati, che è una conseguenza, mi riferisco alle nuove regole collettive che saranno introdotte. La sostenibilità economica, il rapporto tra club, calciatori e allenatori, e la valorizzazione della filiera giovanile, sono questi i temi centrali su cui si gioca il futuro del calcio italiano. Ho varie proposte da mettere sul tavolo. È questo il momento giusto affinché ogni componente faccia un passo indietro per farne cinque in avanti tutti insieme”.

Sull’abolizione del diritto di veto: “La clausola che obbliga l’intesa per l’attuazione delle riforme è una formula anacronistica. È la stessa che impedisce qualsiasi reale confronto. Non dobbiamo avere paura del cambiamento e soprattutto non possiamo accettare che nel nostro sistema ci siano rendite di posizione in grado di bloccare qualsiasi discussione a priori. Ho convocato riunioni fino a marzo per arrivare a una soluzione condivisa, in caso contrario si andrà serenamente al voto e decideranno i delegati”.

Sul Decreto Crescita: “La FIGC ha sempre ritenuto che il Decreto Crescita fosse lo strumento sbagliato per garantire agevolazioni economiche ai club professionistici, con il ministro Abodi stiamo condividendo tutti i dossier per lo sviluppo del calcio italiano con stima reciproca e grande collaborazione. I problemi più delicati però investono tutto il Governo e l’intero Parlamento, nel 2024 il calcio e la politica dovrebbero firmare un patto per consentire al nostro settore di esprimere al meglio tutte le sue potenzialità, nell’interesse del paese”.

Gli obiettivi del 2024: “È necessario guadagnarsi responsabilmente la fiducia delle istituzioni, condividendo un processo virtuoso di risanamento dei conti e di riforma complessiva del sistema. Dal canto suo, la politica può riconoscere al calcio pari dignità con le altre industrie della cultura e dell’intrattenimento, prendendo le iniziative legislative utili a liberare le risorse che servono per dare un nuovo impulso: è tempo di ragionare sul tax credit per le società che valorizzano i giovani. E poi, visto che non ci sono soldi pubblici, si deve studiare una forma che garantisca finalmente un’accelerazione decisiva per la realizzazione di stadi di proprietà con investimenti privati”.

La posizione della FIGC sulla Superlega: “Non ho contato adesioni sufficienti a far decollare il progetto, ma in sostanza la sentenza ha evidenziato quello che ho sempre sostenuto: ognuno è libero di fare ciò che vuole, quindi anche gli organismi internazionali e le federazioni nazionali sono libere di agire secondo regole proprie per tutelare le loro competizioni”

Su Euro 2032: “Lo storico immobilismo italiano sul tema delle infrastrutture (per organizzare un Europeo da soli servono 10 stadi) rappresentava un ostacolo insormontabile, con questa formula, condivisa con la Federazione turca abbiamo guadagnato altri 3 anni per individuare almeno 5 stadi”.

Gabriele Gravina - MilanPress, robe dell'altro diavolo
Gabriele Gravina – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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