L’Europa aspetta, ma ora il Milan è obbligatoriamente da quarto posto

Non si scherza più. Ora si fa sul serio e il Milan è già chiamato ad un dentro-fuori contro gli irlandesi dello Shamrock Rovers: giovedì ci si gioca un primo pezzo di futuro. Passare è obbligatorio per proseguire verso i gironi di Europa League, che rappresenterebbero il ritorno a pieno titolo in una competizione che conta dopo quasi due anni dalla drammatica notte di Atene (dicembre 2018). Ma significherebbe anche mettere a bilancio entrate certe per almeno tre partite “pesanti”, con la grande variabile del ritorno del pubblico allo stadio.

I rossoneri ripartono dalle certezze. Messo in cassaforte il riscatto di Ante Rebic a cifre misteriose (da valutare che nell’operazione sia subentrata una minusvalenza su André Silva), blindato Zlatan Ibrahimovic, il mercato è praticamente concluso. Almeno apparentemente, visto che mancherebbero puntelli a centrocampo e in difesa. Ma l’impressione di fondo è che Paolo Maldini abbia volutamente concluso le operazioni principali prima dell’avvio della stagione europea, a conferma della delicatezza dell’impegno.

Soddisfazione dei tifosi? Tanta per Paolo Tonali. Immensa per Ibra e Rebic. Curiosa per Brahim Diaz. Il resto sarà da valutare, ripartendo dalla certezza di avere in casa il miglior Calhanoglu e la sorpresa Castillejo del finale della scorsa stagione. Compreso Kessiè, redivivo dopo le prestazioni post lockdown. Da quarto posto? Obbligatoriamente sì.

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