Se anche Rafael Leao perde il sorrido, vuol dire che qualcosa non va per davvero. Il portoghese, che fa della spensieratezza uno dei suoi tratti distintivi, sta vivendo un periodo no che sta pagando lui in termini di critiche, ma anche il Milan per i risultati che arrivano a stento anche a causa delle sue prestazioni non entusiasmanti. La reazione dopo il cambio a Napoli è solo una conseguenza di tutto questo.
La Gazzetta dello Sport odierna di focalizza proprio sull’ex Lille nel suo approfondimento rossonero, sottolineando quelli che a detta della Rosea sarebbero i fattori scatenanti del momento negativo: la pressione e il caos con gli agenti.
Il giocatore nato ad Almada ha rinnovato il suo contratto a giugno diventando il più pagato della rosa (7 milioni bonus compresi) e volendo il numero 10 sulle spalle. Oneri e onori. Leao, dal canto suo, si trova a vivere per la prima volta in carriera questa situazione poiché non ha mai sperimentato un’aspettativa così alta: i gol che mancano pesano molto di più delle scorse stagioni.
L’altra faccia della medaglia riguarda chi gli sta attorno: il suo storico agente Jorge Mendes, Ted Dimvula che ha una procura valida fino al febbraio 2024 e il padre Antonio, un agente aggiunto. Il primo punta a prendere il controllo delle operazioni dall’inizio del prossimo anno alla scadenza della procura, mentre Dimvula, sostenuto dal padre, vorrebbe rinnovare l’accordo e diventare il suo procuratore. Come spesso accaduto in questa sua esperienza rossonera, l’extra campo rischia di influenzare il suo lavoro sul campo: prima il problema con lo Sporting, ora la disputa tra gli agenti. Serve una crescita sotto tutti i punti di vista.


