Anche l’edizione odierna di Tuttosport parla del momento complicato del Milan dopo le due sconfitte in tre giorni contro Juventus in campionato e Paris Saint-Germain in Champions League. Secondo il quotidiano torinese, per Stefano Pioli sono i giorni più duri: “in questa stagione il Milan, ogni qual volta si è alzata l’asticella, è deragliato. Con il Napoli (al Maradona) all’orizzonte, c’è poco da stare tranquilli. Un nuovo stop aprirebbe ufficialmente la crisi, ma già ci siamo vicini“.
La difesa soffre e l’attacco non segna. L’astinenza già record nelle Coppe Europee ha conosciuto un altro capitolo ma, allargando l’orizzonte al campionato, la situazione non cambia, considerato che pure lì la squadra negli ultimi 180’ ha segnato solo un gol con Pulisic a Marassi, in coda a un match di grande sofferenza, e se Olivier Giroud a 37 anni è costretto a giocarle tutte non è un caso che non segni dal 1 settembre.
Toccherà a Pioli trovare la soluzione per invertire la rotta già dalla prossima partita, ma “nel primo momento difficile della stagione sta facendo moltissimo rumore le assenze di un “lider maximo” nello spogliatoio quale era Zlatan Ibrahimovic e di un dirigente dal carisma e dalla statura morale di Paolo Maldini“. Fino all’ultima stagione, a tirare le fila a Milanello c’era Ibrahimovic, e alle sue spalle aleggiava Maldini. Il quale, a livello mediatico, “era un formidabile ombrello in tempi di magra”.
Ecco, a Parigi si è sentito il vuoto intorno all’allenatore visto che nessun dirigente ha pensato di metterci la faccia vista la portata della sconfitta. Pioli nei suoi anni a Milanello ha dimostrato di avere sette vite, ma stavolta tutte le responsabilità cadranno senza filtro su di lui. Un problema che, “una volta messo alla porta Maldini e non rinnovato il contratto a Ibrahimovic, era verosimile che prima o poi si ponesse nel corso della stagione. Certo è che nessuno pensava che la crisi sarebbe arrivata tanto presto“.


