No, Giroud non basta più

Il prossimo 30 settembre Olivier Giroud compirà 37 anni e in quel weekend il Milan sarà impegnato nella sfida interna di campionato contro la Lazio. Salvo imprevisti il francese sarà ovviamente titolare, perché non può essere altrimenti, perché alternative non ce ne sono. Al 12 agosto, entrati nelle ultime tre settimane di un mercato vivace e affascinante, il Milan non ha ancora un’altra punta a cui Giroud possa dare respiro. No, non è un refuso, è il grande equivoco rossonero là davanti: pensare che ci sia bisogno di un vice Olivier quando invece quello che serve è il titolare.

Giroud stakanovista… ma per quanto ancora?

Può sembrare un affronto, ma serve onestà: il 37enne Giroud non può essere il titolarissimo del Milan. Non per più di una ventina di partite al massimo. Tanto dovrebbe giocare un atleta meraviglioso, a cui tutto il mondo Milan è affezionato, ma che ha bisogno di tirare il fiato. Le 47 presenze dell’ultima stagione sono decisamente troppe per un calciatore più vicino ai 40 che ai 30. I compagni di reparto non lo hanno di certo aiutato: se Divock Origi e Ante Rebic si fossero improvvisati calciatori professionisti il francese avrebbe avuto tempo e modo per gestire meglio le energie, ma sappiamo tutti com’è andata.

Napoli-Milan: Olivier Giroud (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Napoli-Milan: Olivier Giroud (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Dietro Giroud il vuoto

La tarantella rischia di ripetersi quest’anno perché dietro Giroud c’è ben poco. Lollo Colombo è pronto per un’altra sacrosanta esperienza in prestito in provincia, c’è Noah Okafor che il centravanti potrebbe pure farlo ma non ha numeri da bomber e scrutando nei pensieri piolisti la sensazione è che sia considerato più un vice Leao che un “9” di scorta. Insomma il cerino resta in mano a Giroud, che la carretta la tira sempre più a fatica e che a dirla tutta non è nemmeno un bomberissimo. Anche qui sembra lesa maestà ma basta guardare i numeri: il transalpino non sfonda il muro dei 20 gol stagionali dal 2016, per trovarne altrettanti solo in campionato si va a ritroso addirittura al 2012, nella gloriosa stagione al Montpellier.

Uno sforzo dal mercato

Insomma si rischia di restare impantanati nel solito dilemma della punta esattamente come tre anni fa, quando il 39enne Ibrahimovic era l’unica alternativa nel ruolo e per metterci una pezza Maldini e Massara si rifugiarono su Mandzukic, con esisti non proprio indimenticabili. Certo lo sappiamo, le punte giovani e brave costano e pure parecchio, ma sarebbe delittuoso chiudere un mercato coraggioso e danaroso lasciando una sensazione di incompiutezza e tutto il peso dell’attacco sulle spalle di un giocatore a cui si sta chiedendo forse troppo.

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