Questo Milan è ambizioso e “presuntuoso”: ci piace, ma Pioli ha bisogno di un equilibratore in mezzo al campo

Le amichevoli estive, si sa, vanno prese sempre e comunque con le pinze. Il passato, più o meno remoto, è pieno di esempi di squadre che nel corso del precampionato hanno mostrato la migliore versione di sè, salvo poi steccare clamorosamente nella stagione “vera”, o, viceversa, di compagini che hanno racimolato magre figure nella pre-season per poi invece alzare trofei quando contava. Ecco dunque che la tournée che il Milan ha svolto negli Stati Uniti d’America, patria del patron Gerry Cardinale, non ha dato grosse indicazioni in termini generali, anche perché il Milan ha affrontato, oltre alla Juventus, due delle squadre più forti d’Europa, una eventualità che si verificherà poche volte nel corso della stagione, se non in un paio di partite di Champions League.

Tuttavia, a due settimane dall’inizio del campionato, qualche piccola analisi si può fare, ben consapevoli che il “vero” Milan non lo vedremo subito, stante la vera e propria rivoluzione apportata alla rosa di Stefano Pioli tramite il calciomercato. Il nuovo Diavolo sembra una squadra decisamente ambiziosa nelle idee e presuntuosa nella loro realizzazione, dove l’aggettivo in questione ha proprio il significato di “Dominato o ispirato da una ambizione orgogliosa od ottimistica“. Il Milan di Pioli ha l’ambizione ottimistica ed orgogliosa di proporre un calcio offensivo, di dominare il gioco e scaricare sul terreno di gioco tutti i cavalli del suo motore, rafforzato dall’arrivo di giocatori a trazione anteriore quali Pulisic, Chukwueze, Okafor e Romero.

Il calcio offensivo ci piace, ma in mezzo al campo serve anche equilibrio

Chiaro è che, nell’economia di una squadra di calcio serve, eccome, anche equilibrio per evitare di fare magari molti gol, ma poi subirne altrettanti. Ecco perchè al Milan visto negli USA appare evidente serva un equilibratore in mezzo al campo, e magari qualche rinforzo in difesa. Pioli sta cercando delle soluzioni “interne” per dare maggiore stabilità alla sua squadra, come ad esempio quella i vedere Florenzi spesso in mezzo al campo sulla prima costruzione del possesso, con Loftus-Cheek più largo a destra, oppure con un Pulisic molto attento alla doppia fase (cosa che sarà più difficile aspettarsi da Chukwueze). Il mister ha provato anche Saelemaekers terzino, ma sembra ormai chiaro che il belga sia finito molto indietro nelle gerarchie, essendo diventata la quarta scelta come terzino destro (dietro Calabria, Florenzi e Kalulu) e la quarta come esterno offensivo (dietro Pulisic, Chukwueze e Romero).

Insomma, a mister Pioli serve un equilibratore in mezzo al campo, un mediano con funzioni di regia, perchè Krunic – al netto delle sirene di mercato che non danno certezza assoluta sulla sua permanenza – è ad oggi (causa anche infortunio di Bennacer, che rivedremo nel 2024) l’unico giocatore in rosa con quelle caratteristiche, ma le sue statistiche in questi anni ci dicono che il bosniaco è un calciatore piuttosto incline agli infortuni muscolari e quindi non può dare garanzie totali in termini di continuità. Insomma, vi è grande curiosità ed attenzione intorno al centrocampo, che giocoforza assumerà un ruolo fondamentale in un impianto tattico votato all’offensività. Movimenti, letture, capacità di giocare insieme: per il Milan tutto passa da qui.

Twitter: @Juan__DAv

Milan: Ruben Loftus-Cheek (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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