Tutti cantano, tutti sperano: la prossima stagione di Champions League passa dalle grandi notti…di Serie A

Cantavano in 74.320. Che bello è vedere così tanti cuori rossoneri riuniti in un contesto europeo. Ma soprattutto, che bello è stato vedere i beniamini del pubblico testa a testa con una squadra insidiosa proveniente dalla florida Premier League. Ecco, con le dita incrociate e con un po’ di scaramanzia, ora lo stesso tifoso che cantava e si innamorava nella notte di San Valentino sta supplicando di non perdere un’altra stagione al di fuori della competizione.

Perché il rischio c’è, e non farebbe clamore. Anzi, vedere i campioni d’Italia fuori dalla successiva Champions League sarebbe grave ed è vero, ma nel contesto anticlimax di quest’annata il rischio è reale. E no, il Milan non vincerà la coppa (anche se il calcio è strano…), quindi il cammino verso la prossima edizione passa dalla Serie A e dalle sue insidie. In un campionato poi così strano, in cui c’è solo una certezza e si chiama Napoli. Per risalire in classifica (e soprattutto allontanare le concorrenti) si deve sempre pensare alla vittoria, perché qui camminano tutte allo stesso passo-falso. 

Sembra di vivere una partita delle scorse stagioni. Il Milan difensivista e compatto, pensieroso prima di tutto del risultato più che del gioco, affronta un’Atalanta che sa esprimersi grazie al suo pallottoliere davanti ma che per inesperienza perde qualche punto di troppo. E se vuoi giocarti la prossima Champions League, squadre del genere non le devi temere perché le affronterai ogni singola giornata, anche ai gironi. 

Forse i nerazzurri sono in un momento fragile, forse hanno bisogno di reagire. Non importa, che il Milan pensi a se stesso e a quei cori magici, a quell’atmosfera vibrante, alle aspettative alte dei tifosi. Basta illudersi, bisogna rialzarsi le maniche come nelle scorse annate: quando il Milan non era uno status raggiunto ma voglia di crescere, voglia di migliorarsi e voglia di vincere sempre di più, per vivere le notti in cui 70.000 e più persone urlano ai propri eroi che loro sono i campioni, di martedì o di mercoledì sera.

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Champions League – MilanPress, robe dell’altro diavolo

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