Malick Thiaw è finalmente esploso. Il difensore rossonero è stato ed è uno degli assoluti protagonisti della rinascita (non ancora completata) del Milan. Tre partite da titolare, tre vittorie consecutive e soprattutto tre clean sheet. A parlare di lui il suo primo allenatore Lukas May che, alla Gazzetta dello Sport, ha ricordato i tempi del Kalkum-Wittlaer dove Malick da bambino faceva l’attaccante.
“Era già – racconta l’allenatore – due o tre spanne sopra gli altri. Con me faceva l’attaccante, segnava almeno tre gol a partita. La buttava dentro in tutti i modi. Il senso dell’anticipo è lo stesso, solo che adesso lo usa in difesa. Quando penso a Thiaw mi viene in mente un ragazzo timido che non parlava con nessuno. Non voleva lasciare la madre. In campo si trasformava. Una volta segnò un gol pazzesco. Partì dalla difesa, saltò tre giocatori e spedì il pallone in rete. Andava a prendersi la palla in ogni zona del campo. La sradicava persino dai piedi dei compagni. Ho cercato di mettermi in contatto con lui attraverso amici comuni, ma non ci sono riuscito. Vorrei chiedergli se si ricorda di me“.


