Quindici gol subiti in altrettante partite di campionato, soltanto quattro clean sheet, quinta difesa della Serie A e solidità difensiva che non c’è più. Sono questi i dati difensivi del Milan e non sono del tutto esaltanti. Dopo una seconda parte di stagione da muro invalicabile e difesa di ferro, che ha permesso ai rossoneri di arrivare fino in fondo, vincendo lo scudetto e di essere la migliore retroguardia del campionato, il Diavolo, in questa prima parte di stagione, si è riscoperto fragile e vulnerabile. Come dice un vecchio adagio, in uso e costume soprattutto in Italia, la chiave che apre la porta di ogni vittoria è soprattutto legata al: “Prima di tutto non prenderle e poi un gol in un modo o nell’altro lo facciamo”. I pareggi sanguinosi a reti bianche nelle trasferte di Reggio Emilia e Cremona, in realtà, smentiscono questo dato, ma possono essere considerati soltanto come un’eccezione (anzi, due) che conferma la regola. Il Milan, se vuole ancora avere qualche velleità di inseguire lo scudetto, la seconda stella e, quindi, rimontare il Napoli, deve prima di tutto ritrovare la sua solidità difensiva e cercare di tornare ad essere quello che è stato nella seconda parte del girone di ritorno dello scorso anno.
Uno scudetto vinto grazie alla solidità difensiva

A detta di tutti, infatti, il segreto delle vittorie di fila e della grande rimonta terminata in gloria nella scorsa stagione, deve essere ricercato proprio nella solidità difensiva che ha permesso al Milan di vincere tante partite per 1-0, o cmq non subendo gol, e portando a casa i tre punti. i soli due gol subiti nelle ultime undici partite hanno rappresentato sicuramente il mattoncino più pesante nella cavalcata trionfale che ha reso possibile la conquista del diciannovesimo scudetto. Dalle parate straordinarie di Maignan, ad un Calabria sempre sul pezzo, da un miglioramento costante di Theo Hernandez in diagonali e fase difensiva, alla scoperta di Pierre Kalulu che, in coppia con Fikayo Tomori, ha reso impenetrabile il muro rossonero. Ma non solo. La solidità difensiva del Milan è passata anche da un centrocampo dominante, con Kessie preziosissimo nelle due fasi e un Tonali abile a coprire tutti i buchi, dall’inserimento di Rade Krunic sulla trequarti, mossa di Pioli per garantire maggiore copertura alla sua squadra, e dal Messias o Saelemaekers di turno che sulla destra fungevano da stantuffi inesauribili.
Ritrovare la solidità difensiva per sognare

Ecco. Ed è proprio questo il punto. Se il Milan vuole ritrovare la sua solidità difensiva, tornare a fare clean sheet in serie e vincere quante più partite possibili, deve ritrovare, non solo prestazioni più ordinate dei suoi difensori, ma anche una fase difensiva più coesa che parta dalla punta e arrivi al portiere. Certo, sarà fondamentale recuperare al più presto Mike Maignan, ritrovare un Fik Tomori delle migliori occasioni e non il difensore poco attento e poco preciso visto fin qui in tante partite, recuperare al 100% Capitan Calabria sulla destra e avere un Theo Hernandez in versione extralusso sia in fase offensiva che in quella difensiva. Da questi punti focali passeranno le ultime possibilità di restare attaccati al treno Scudetto, sperare in una rimonta al momento insperata e continuare a credere nel sogno.

