L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport ha dedicato un focus a Sandro Tonali, considerato la “stella azzurra” che dovrà trascinare il Milan nella rincorsa Scudetto. Il suo ultimo pallone ufficiale toccato è quello del contrasto aereo che gli è costato la paura nell’amichevole della Nazionale contro l’Albania. Una violenta capocciata in terra, per fortuna senza conseguenze.
La testa è probabilmente il bene calcistico più prezioso di Sandro: nell’ultimo sprint prima della sosta Pioli ha cambiato l’assetto tattico della squadra – il classico schieramento in coppia con Bennacer, la mediana a tre, a due ma con tre difensori dietro – e al centro c’è sempre stato Tonali con la sua lucidità, mai ostata dal feroce agonismo che il rossonero mette in campo. Di lui si è sempre detto, anche quando era più giovane degli attuali 22 anni, che giocava con l’esperienza di un trentenne. Ed è questa consapevolezza che lo rende il faro del centrocampo milanista. Il Diavolo, Sandro ce l’ha nel cuore, sul petto dove brilla il tricolore. E c’è da scommettere che ha una voglia matta di difenderlo, quel triangolo colorato.


