Le armi del soldato Pioli per guadagnarsi la riconferma

Stefano Pioli è un soldato che aspetta la sua inevitabile fine. Le voci che si rincorrono sempre più insistentemente danno Ralf Rangnick sulla panchina del Milan l’anno prossimo, ma l’allenatore parmense non traspare nessuna emozione negativa e continua a lavorare dritto per la sua strada.

Nell’analisi della Gazzetta dello Sport questa mattina in edicola, a giocatori, staff e persino Ivan Gazidis il lavoro del mister sta piacendo in questo 2020. Pioli ha portato in campo logica ed equilibrio tattico. Ha trovato una formazione tipo, senza stravolgere in continuazione l’11 titolare, e ha dato una svolta anche di tipo mentale: il Milan approccia bene le partite, eccezion fatta quella contro il Genoa. Anche nel derby e con la Juventus in Coppa Italia è stato così. Il problema risiede nel lungo periodo del match, dove la squadra cala fisicamente e non riesce – fisiologicamente – a mantenere lo stesso ritmo per 90 minuti. Lì dovrebbe intervenire qualità e gestione cose che, però, ancora mancano a questa squadra.

Dal 1º gennaio, la media punti è salita da 1.2 a 1.7, quota raggiunta anche dalla media realizzativa (da 0.9), merito di Ibrahimovic e Rebic. Le vittorie sono passate dal 35% al 50%. Inoltre, altro punto a favore della nuova direzione rossonera, Pioli ha costi contenuti – guadagna 1.5 milioni – e non chiede follie alla proprietà. Il finale di stagione sarà decisivo per guadagnarsi la riconferma.

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