Zlatan fermo ai box. Milan, quanto ci perdi

In un modo o nell’altro, Zlatan Ibrahimovic riesce sempre a far parlare di sé. Lo ha fatto prima di arrivare a Milano, lo fa adesso e senza dubbio continuerà anche nelle prossime settimane. Se prima le sue frecciatine social erano un rebus dai mille significati, quest’ultima notizia non può che far preoccupare ulteriormente tutti i suoi tifosi. Ancora non conosciamo l’esito dei test medici a cui lo svedese si è sottoposto quest’oggi, ma è facile pensare che anche se si trattasse di un minimo stop di poche settimane, su un uomo di 39 anni potrebbe fare la differenza. L’infortunio di Ibra pare aver interessato il polpaccio, tra l’altro un problema già presentatosi nello scorso mese di Gennaio, ma questa volta potrebbe non essere risolvibile in così poco tempo. Se risultasse coinvolto anche il tendine d’Achille, per l’ex Galaxy si profilerebbe uno stop ben più lungo e perciò la sua stagione si concluderebbe qui. Molto più di un semplice allarme in casa Milan, che con l’assenza di Ibra ne perderebbe sul piano della leadership ma anche dal punto di vista numerico in rosa. In più, se si trattasse di un serio infortunio, la sua permanenza diventerebbe ancora più complicata.

Ci sarà lo stesso carattere in campo senza Ibra?

Al di là della salute del calciatore, senza dubbio importante, il problema del Milan riguarda come agire nell’assenza del proprio numero 21. Chi prenderà il suo posto in attacco? Difficile dirlo. I due giocatori più consoni in quella veste sono Leao e Rebic. Il primo, però, non ha la stoffa del bomber e lo ha dimostrato in questi primi mesi. Il secondo, seppur esploso dal punto di vista realizzativo, è un esterno d’attacco e non è sicuro che si trovi a suo agio da prima punta. Ed in tutto questo ricordiamo che, in caso di ripartenza, i rossoneri disputeranno gare ravvicinate ed il piano B diventa essenziale. Il Milan non può contare una rosa lunga e se dovesse rimanere ai box anche Ibra la faccenda diventerebbe molto più complicata. Altro aspetto: il carattere. I ragazzi di Pioli saranno in grado di metterci la stessa determinazione ogni gara? Se la prova è la gara contro l’Hellas Verona, allora sappiamo già la risposta. Sì, perché se ci pare impossibile che un solo uomo faccia la differenza, allora dobbiamo tornare indietro di qualche mese. Dopo la vittoria contro il Brescia, sofferta ma portata a casa con grinta, i rossoneri rimangono orfani di Zlatan nella gara contro i veneti, a San Siro, ed i risultati si son visti subito. Dopo lo svantaggio, il gol che vale il pareggio arriva su una punizione deviata di Calhanoglu, da lì in poi poca roba. Il derby della giornata successiva, invece, lo ricordiamo tutti.

Uno stop che rischia di condizionare la permanenza

Altro punto interrogativo, presente ancor prima dell’infortunio, riguarda la permanenza di Zlatan. Come ben sappiamo, coloro che hanno reso possibile il suo ritorno al Milan sono Zvonimir Boban e Paolo Maldini, i quali a breve, salvo colpi di scena, saranno entrambi lontano da Milanello. Stessa sorte per Stefano Pioli, ora più che mai considerato come un traghettatore. Le voci su Rangnick sono sempre più insistenti, tantoché si parla di una trattativa già in fase avanzata, con il tedesco che starebbe cercando casa a Milano. L’ex Lipsia ha già ben chiaro quali saranno le basi del suo progetto per il prossimo anno: giovinezza, talento e determinazione. Se considerassimo le ultime due, Ibra non sarebbe minimamente in discussione. D’altra parte, Rangnick sappiamo essere un tecnico che predilige un calcio veloce ed offensivo, basato su un pressing rapido ed azioni da portare a termine in pochi secondi. Con questo stile di gioco lo svedese, giustamente, farebbe molta fatica per via della sua età avanzata. Tuttavia Ibra non vuole gettare la spugna e farà (o avrebbe fatto) di tutto per convincere Elliott a puntare su di lui anche la prossima stagione. Ma se l’entità di questo stop dovesse tenerlo distante dal rettangolo di gioco per mesi, ecco che anche la sua permanenza diventerebbe difficile. E che questo non sia l’assist perfetto per Gazidis per ‘disfarsi’ di Ibra e convincere una volta per tutte Rangnick ad essere il prossimo allenatore del Milan…

Alberto Carraro
Alberto Carraro
Sono Alberto e ho 25 anni. Amante del calcio da sempre, nel 2019 ho iniziato a coltivare la mia passione per il giornalismo, tramutata poi in scrittura di articoli ma anche realizzazione di grafiche per Milanpress.it. Sono inoltre un appassionato di statistiche, cerco sempre di unire il mondo dei dati a ciò che vediamo sul campo e a provare a trarne delle analisi interessanti.

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