Primavera, Zeroli: “Il Milan è una famiglia. L’esordio in prima squadra a San Siro è stato incredibile. Abate? Decisivo per la mia crescita”

Il capitano della Primavera Kevin Zeroli ha parlato ai microfoni di Milan TV della sua esperienza rossonera fino ad ora. Queste le parole di Zeroli:

Su cos’è il Milan per lui: “Se devo usare una sola parola dico famiglia: è una società che mi ha cresciuto, mi ha fatto diventare uomo. Credo che famiglia sia la migliore parola per descrivere questa società”.

Sul suo arrivo al Milan: “Ho fatto qualche mese in una squadra dell’oratorio con mio fratello e un osservatore del Milan l’ha chiamato per un provino. Mio fratello era un ragazzo timido, il mister mi ha chiesto di giocarci insieme e abbiamo fatto qualche palleggio insieme, a quel punto il mister mi ha proposto di fare un provino e poco dopo mi hanno preso”.

Su che periodo ricorda con più felicità: “Sicuramente Andrea Biffi e Marino Magrin, sono stati anni bellissimi in cui mi sono divertito tanto. Ero piccolo ma mi divertivo. Mio look? Quando ero piccolo, soprattutto all’estero, mi paraganovano a Gullit. Lui era un grandissimo giocatore, magari riuscissi ad arrivare al suo livello”.

Sui suoi idoli: “Quando ero piccolo mi piaceva molto Iniesta, perché mio padre mi faceva vedere i suoi video. Mi piaceva moltissimo in tutto. Adesso mi ispiro a Bellingham, ha tante caratteristiche che mi appartengono, poi c’è ancora tanta differenza e per arrivare ai suoi livelli devo crescere tanto”.

Sull’esordio in prima squadra: “Quando mi ha chiamato Pioli mi sono tremate le gambe e ho avuto un po’ di ansia, poi mi sono sciolto e mi sono lasciato andare. Sicuramente esordire a San Siro davanti ai nostri tifosi è stato bellissimo. Mi ricordo distintamente le parole del mister quando mi ha chiamato”.

Su come si è sentito all’ingresso in campo: “Una volta entrato non sentivo e non capivo più niente, mi sembrava di essere dentro una bolla, non sentivo neanche i cori”.

Sui compagni in prima squadra: “Florenzi mi prende un po’ in giro ma mi dà tanti consigli, anche Mike mi aiuta molto”.

Sul ricordo più bello in Youth League: “Semifinale col Porto, quando ho recuperato palla e poi ha segnato Simmelhack, mi veniva quasi da piangere. Sempre il quinto rigore? Ormai era diventata quasi un’abitudine, è stato bellissimo fare il gol vittoria in due occasioni. Ho sempre cercato di liberare la testa dalle emozioni e dalle pressioni per battere tranquillamente cercando solo di fare gol”.

Sulla finale di Youth League: “Sicuramente perdere una finale non è mai bello, ma credo che la cosa più importante sia giocarsela e non avere rimpianti. Io e i miei compagni abbiamo dato tutto, non abbiamo rimpianti”.

Su Abate: “Mi ha cambiato sotto l’aspetto della mentalità, mi ha fatto crescere nell’attaccare la porta e nell’importanza del fare gol. Sono cose fondamentali a cui prima davo meno importanza, preferivo fare una giocata in più. Mi ha aiutato a diventare un leader e un giocatore che vuole essere decisivo per la squadra. Il più importante? Si, mi ha aiutato tanto nel diventare un uomo”.

Sulla famiglia: “Credo che il valore più importante che mi hanno dato è l’umiltà”.

Su cosa vuole dire ai ragazzini che lo vedono come modello: “Credo sia importante inseguire il proprio sogno, migliorarsi ogni giorni, rimanere umili e non sentirsi mai arrivati”.

Milan: Kevin Zeroli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Kevin Zeroli (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

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