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Zaccheroni: “Quando Maldini e Costacurta mi ascoltarono, iniziammo a vincere. Su Pioli…”

L’ex storico allenatore del Milan, Alberto Zaccheroni ha rilasciato una interessantissima intervista per Gianlucadimarzio.com soffermandosi, tra le tante cose, anche sul Milan, sul passato e presente, sui calciatori allenati come Maldini e Costacurta, fino al buon senso di Pioli nel Milan di oggi. Ecco le sue parole:

L’amore per l’Inter poi svanito 

Andavo a letto e pensavo solo nerazzurro. Conoscevo ogni cosa dell’Inter degli anni ‘60. E lì al Dall’Ara, quel giorno stesso, smisi di tifare Inter. Me ne accorsi perché non esultai al gol e festeggiai quello del Bologna. Iniziai a tifare Fiorentina. Una volta nel campionato riserve mi toccò marcare Chiarugi. Una scheggia, dopo quella partita lo iniziarono a chiamare in prima squadra. E vinsero lo scudetto. Da cinquant’anni tifo sempre chi fa giocare i giovani. Metterli dà freschezza. Come quella Fiorentina”.

Lo scudetto con il Milan 

“La squadra che trovai nel ‘98 veniva da un decimo e da un undicesimo posto con Sacchi e Capello, non gente qualsiasi. Quel gruppo non aveva problemi di qualità ma di quantità. Normale perché molti erano a fine ciclo. C’erano giocatori di classe come Leonardo, Boban, Donadoni e Weah che avvertivano il logorio delle loro carriere. Lo stesso valeva per Costacurta e Maldini, che non poteva più fare le discese in fascia come a vent’anni. Il mio sistema nacque per tutelare la qualità di quella squadra. Ridurre gli spazi d’azione e garantire quantità. Io mi presentai con un’idea e la spiegai ai senatori. Maldini, Costacurta e Albertini mi ascoltarono e sei settimane prima di iniziare il campionato, mi dettero piena disponibilità a provare. A patto che dimostrassi di avere ragione. Iniziammo a vincere lo scudetto quel giorno. Un allenatore non può imporre. Deve condividere e vivere lo spogliatoio. Se i tuoi ragazzi non ti seguono, non hai speranze”.

Il tridente Poggi-Amoroso-Bierhoff

“Quel tridente che con me ha fatto più gol che partite. Ma in pochi sanno che Amoroso, se non avesse avuto paura di colpire il pallone di testa, avrebbe fatto più gol sui cross di lui. Aveva un’esplosività fuori dal normale. E pensare che iniziò a giocare a Udine dopo l’infortunio di Clementi quando aveva già la valigia pronta per tornare in Brasile, nel ‘97. Poi ha dimostrato chi fosse. Io lo chiamavo Olivia, come quella di Popeye”.

Il Milan di oggi

“il buon senso di Pioli e un Milan che ha trovato la quadra prima degli altri. Ora cominciamo a essere avanti col campionato e loro stanno sempre lì. Mica per caso”.

Milan: Stefano Pioli - Milanpress, robe dell'altro diavolo
Milan: Stefano Pioli – Milanpress, robe dell’altro diavolo

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