Working Class Milan

Stiamo imparando a conoscere le caratteristiche di questo particolare torneo che è la Serie A post lockdown. Partita dopo partita capiamo meglio quali siano i nuovi tempi di gioco e i nuovi valori tecnici ed atletici necessari per poter far bene e tenere il campo 90/100 minuti in condizioni climatiche piuttosto estreme. E’ una scoperta continua, uno sport diverso dal calcio che abbiamo sempre vissuto.

Nel complesso possiamo osservare che ad oggi il Milan si sia calato bene nella parte. E’ una squadra che grazie al lavoro di Pioli e il suo staff, ha trovato un equilibrio tattico. E’ una rosa giovane, propensa al sacrificio, consapevole che con corsa ed intensità, possa in parte sopperire alla relativa qualità. In fase di possesso opera col 4231, mentre senza palla si schiera spesso col 4411. Gioca un calcio essenziale, semplice, cosciente.

In questo contesto ci sembra corretto sottolineare come alcuni giocatori che non godono di grande stima generalmente, si stiano invece distinguendo, ognuno per aspetti differenti. Kjaer per senso della posizione, leadership da veterano in mezzo ai giovani e impostazione alternativa dal basso con lanci in profondità ad allungare gli avversari. Kessie con invidiabile quantità, un moto perpetuo con fisicità importante, più capace di gestire la fatica nei 90 minuti. Calhanoglu, un tuttocampista che non si ferma mai, in grado di legare spesso i due reparti. Castillejo e Rebic, fondamentali nel primo pressing, bravi ad alzare col loro lavoro il baricentro della squadra, dando la possibilità ai compagni di poter coprire meno spazi.

Una working class, una cooperativa, umile con sprazzi di coraggio. Una sorpresa per il tifoso che dopo mesi di inattività, non si aspettava probabilmente le prestazioni con la Juve a Torino in Coppa Italia, la goleada in trasferta a Lecce e la prima vittoria con una top 5. 6 gol fatti, 1 subito (con un rigore piuttosto dubbio). Non è tempo di peana, perchè parliamo pur sempre di un Diavolo settimo in classifica, ma si intravede un po’ di sostanza, aspettando il ritorno di Ibra.

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