A patto che le cose non cambino in corsa, rimane il modulo 4-2-3-1 per il Milan. L’obiettivo della sosta è quella di ripartire senza rivoluzioni o esperimenti, perché il Diavolo dovrà affrontare grandi match al ritorno in campo tra una settimana. E poi c’è la Champions League, competizione che sta diventando pericolosa con il nuovo format a campionato. Letteralmente, ogni gol subìto (tasto dolente) o segnato vale tantissimo nel computo della classifica.
Ma se dovessimo provare un solo cambiamento si potrebbe pensare a proporre Reijnders avanzato, sotto la punta. Lo dice il C.T. Ronald Koeman: “Tijjani è un centrocampista super completo e dotato di accelerazione“, e lo ammette il giocatore stesso: “Ho avuto una buona prima stagione con il Milan. Le aspettative nel club sono più alte. Obiettivi personali? Il numero di gol e assist che ho segnato l’anno scorso deve aumentare. Questo è il mio obiettivo per me stesso: farò il possibile per raggiungere questo obiettivo quest’anno“.
La trequarti dei rossoneri, in questo inizio di stagione, non sta regalando grossi sussulti. Posizione occupata da Pulisic prima e Loftus-Cheek poi, non si è vista un’impronta sia nel pressing (mai davvero accennato), sia nella costruzione. In cinque gol segnati, ben zero sono realizzati/assistiti dal trequartista, appunto. Serve una scossa.
Paulo Fonseca ha un problema difensivo, dovendo alzare una diga per proteggere la retroguardia. Opzione? Provare Fofana in impostazione e lasciare Musah/Loftus-Cheek a mordere o viceversa (peccato per lo stop di Bennacer), spostando in fase offensiva uno dei calciatori più inventivi presenti in rosa. Lo si è visto a Parma, con una traversa tirata fuori dal nulla, e lo si è visto in Nazionale. Inutile parlare dell’asse da rimpianto con Zirkzee avendo a disposizione Morata, uno degli attaccanti più collaborativi nel panorama europeo.
Sbilanciati con Leao e Pulisic? Di certo, avendo avuto esperienza arretrata nel Milan, il 14 non disdegna recuperare palloni aiutando il centrocampo con qualche corsa in più. Può essere arrivato il momento dell’evoluzione tattica di Reijnders, ormai un pilastro degli Oranje centralmente. Gol, assist e spettacolo: la squadra nelle parole del suo mister, dovrebbe essere dominante. Per esserlo…perché non provarci con il profilo più versatile del centrocampo meneghino?


