MP LIVE – Verso Torino-Milan: segui con noi la conferenza stampa di Amorim alla vigilia del match!

Prima vigilia di campionato. Domani allo stadio Olimpico Grande Torino si gioca Torino-Milan (ore 20.45), match valido per la prima giornata di Serie A. I rossoneri sono reduci dalla vittoria nell’ultima gara di precampionato contro il Manchester United per 4-2, mentre i granata dal successo nella partita di Coppa Italia contro la Carrarese per 1-0.

Ruben Amorim parla nella consueta conferenza stampa, la prima pre-partita della sua carriera rossonera, prevista per le ore 13.30 da Milanello. Come di consueto, MilanPress.it garantisce la diretta testuale sia sul sito che sul profilo X: segui con noi la conferenza del Mister!

LA CONFERENZA STAMPA DI AMORIM LIVE

«Domani una motivazione in più per Abate? Prima di tutto buongiorno a tutti. Sono che Abate è un ex giocatore del Milan e ha giocato tante partite qui. Sa che al Milan dobbiamo vincere ogni partita e userà questo. Vogliamo vincere ogni gara. Non è che vogliamo solo vincere, dobbiamo vincere».

«Sarà una partita completamente diversa rispetto a quella contro lo United. Dobbiamo essere pronti, perché il calcio italiano è diverso e difficile, Abate lo conosce bene. Sarà una partita divertente, perché lui vuole giocare un certo calcio e un gioco aggressivo».

«Emozione o pressione? La pressione è sempre la stessa anche nelle amichevoli, io sono sempre stato nervoso anche in terza divisione. Un allenatore è valutato ogni giorno. Ho fiducia nei miei giocatori, hanno lavorato così duramente. Quando vedi come lavorano, un allenatore sente fiducia perché lavorano davvero bene per essere pronti alla prima partita. Ogni allenatore al mondo deve vincere ogni partita».

«Quanto mio Milan vedremo? Più che vedere la mia squadra o paragonarla a quella di Allegri, la cosa più importante è essere una squadra da Milan. Tutti devono pensare alla squadra, non a sé stessi. Siamo una squadra a cui piace avere la palla, è un principio. Vogliamo mettere giocatori in area. Voglio che la mia squadra difenda bene come lo scorso anno. Ma cercheremo ovviamente di giocare in altro modo. Alcuni giocatori giocheranno in posizioni diverse. Non sarà il prodotto finale, abbiamo bisogno di tempo per essere una famiglia, una squadra. In alcuni momenti si vedranno cose, ma il prodotto finale non si vedrà nella prima partita».

«Serie A? La prima cosa e voglio usare questa domanda per dirlo: guardando le partite dello scorso anno vedevo una squadra pronta contro le big e meno concentrata contro le piccole. Per me il Torino sarà la squadra più forte del mondo. L’Inter si può dire che è la più pronta, ha una storia che parte da Inzaghi. Poi c’è Gasperini che capisce tutto, il Como con la velocità e il fatto che non abbia responsabilità che noi invece abbiamo. Atalanta con Sarri. In Italia è difficile dire quale partita sarà facile. La nostra squadra ha perso la qualificazione in Champions contro il Cagliari. A me non interessa la squadra, per me esiste solo Abate e Torino. Non mi interessano le altre».

«L’obiettivo del Milan è sempre vincere lo scudetto. Non so quanto tempo ci serva, ma la nostra mentalità dev’essere quella perché i tifosi si aspettano questo e noi dobbiamo lottare per questo. C’è una distanza tra noi e l’Inter, bisogna essere onesti con i nostri tifosi. È importante spiegare la realtà. Ma abbiamo gli stessi punti. Possiamo battere chiunque, ora testa a questa gara, poi alla prossima».

«Per me la cosa più importante è che il Milan sia una squadra in ogni momento della partita. Se dobbiamo difendere, difendiamo tutti. Se dobbiamo attaccare, attacchiamo tutti. Poi dobbiamo rispettare l’identità del nostro club: dobbiamo essere una squadra dominante. Non so che partita sarà domani, non so se avremo lo stesso possesso avuto contro lo United, ma dobbiamo sapere cosa fare per vincere la partita».

«Leao? In questo non è importante, l’importante è la partita di domani (lo dice in italiano, ndr). Non è pronto per domani, non si sta allenando perché è infortunato. Ma è un nostro giocatore. Vedremo cosa succederà. Non ho notizie su giocatori che se ne vanno».

«Che club ho trovato? Ciò che ho visto sin dal primo momento, ho visto grande organizzazione. Tutti sono pronti per portare il club al suo posto. Ora siamo noi a doverlo portare su. Tutto è preparatissimo, questi uomini sanno cosa fare. Il Milan ha tutto, in questo momento il lavoro dell’allenatore e dei giocatori è portare il club al posto giusto».

«Mercato da qui alla fine? Penso che non sia importante ora. La cosa importante è che i giocatori arrivati hanno grande qualità e hanno un’età in cui possono ancora crescere. La cosa importante è essere una vera squadra. Una vera squadra può elevare tante cose. Dobbiamo trasmettere ai nostri tifosi che vogliamo essere grandi di nuovo. Dobbiamo lottare tutti, in ogni partita e in ogni momento. La squadra migliore vince, non i giocatori migliori. Abbiamo tanto talento, dobbiamo solo crederci e capire che abbiamo una grande responsabilità. Dobbiamo migliorare come squadre, il resto sarà ok».

«Penso che la cosa buona sia la sensazione di famiglia che si sente. La senti con tutti quelli che lavorano qua. Questo devono sentirlo i giocatori. Loro stanno capendo come giocare in altro modo, devono essere coraggiosi e si vede nelle partite quanto stiamo migliorando. Dipenderà molto dai risultati, capiremo la velocità delle cose».

«Moreira? La posizione sarà da quinto per attaccare. È la migliore posizione per lui. Può giocare anche in altre posizioni, ma lo vedo più lì».

«Il giocatore che mi ha sorpreso di più? Non so. Ma adoro Cissè. Adoro Cissè. Spero che non mi ascolti. E Gabbia rappresenta perfettamente tutto ciò di cui il Milan ha bisogno. Avremo momenti difficili, ma se continuiamo a lavorare come stiamo facendo, sarò con loro fino alla fine».

«Cardinale? È importante per tutti sentire la responsabilità di essere al Milan. Tutti qui hanno un ruolo ed è chiaro. Non è solo la mia relazione con Cardinale, ma anche il modo in cui è qui ogni volta. Parla con la cucina, con Milan Lab, con tutti. È importante per tutti sentire che il proprietario è sempre qui. Lui capisce che c’è bisogno di essere così per essere un grande club in futuro. La mia responsabilità è vincere le partite, giocando un bel calcio».

«Chukwueze come Quenda? Dipende dalla mentalità del giocatore. La difesa è lo spirito, il carattere. Credo che lui abbia. Quando difendiamo, difendiamo tutti insieme. Sta migliorando, ovviamente non è un difensore tipico qui in Italia. Capisco che qui la cultura sia che un quinto non sia un attaccante, ma questo è un messaggio che voglio lasciare: voglio difendere davvero bene, ma penso che difendiamo meglio con la palla. È importante avere giocatori che ci permettano di controllare la partita con la palla e con la loro qualità, Chukwueze è uno di questi».

Milan: Ruben Amorim conferenza live - MilanPress, robe dell'altro Diavolo
Milan: Ruben Amorim conferenza live – MilanPress, robe dell’altro Diavolo
Daniele Minini
Daniele Minini
Giornalista pubblicista, appassionato di sport. 25 anni. Ho studiato lingue, sono laureato in Scienze della Comunicazione e frequento un Master in Giornalismo. Multitasking e sempre pronto a imparare.

1 commento

Comments are closed.

Condividi

Più letti

Leggi anche
Milanpress

Milan, domenica si rivede Berardi: i numeri del 10 neroverde con i rossoneri

Domenica alle 18 il Milan di Ruben Amorim affronterà...

Milan, che sforzo in nazionale: oltre 2000 minuti in campo per i rossoneri convocati

Il Milan visti i tanti convocati sapeva che questa...

Vieri: «Il Milan è da prime 4. Con Ramos ha finalmente una punta, ma va cercato di più»

L'ex attaccante Christian Vieri ha rilasciato una lunga intervista...