Julio Velasco ha parlato al Corriere della Sera in occasione dell’inizio del Festival dello Sport di Trento. L’allenatore dell’Italvolley Femminile ha parlato dell’arte di saper perdere, citando anche il Milan di Silvio Berlusconi.
IL DISCORSO PERFETTO DI VELASCO
«Nessuno è invincibile e credo che per i giovani in particolare l’invincibilità non sia una buona aspirazione. Ricordare sempre che dietro le grandi vittorie ci sono tante sconfitte. Lo hanno ammesso più volte ad esempio Jordan e Federer. Chiunque abbia vinto tanto, sa che verrà ricordato per i successi ma che dietro c’è anche molto altro. L’invincibilità poi è come la perfezione, un concetto inarrivabile e a cui penso sia meglio non arrivare mai. Lo sport è passione e la passione deriva anche dall’incertezza. Se parti sapendo già chi vincerà, perdi il gusto per quello che guardi».
«In passato lo sport ha vissuto di cicli vincenti. Penso al grande Milan di Berlusconi o, nella pallavolo, a quelli della Russia, degli Stati Uniti, dell’Italia e del Brasile. Ora credo che sia necessario abituarsi all’incertezza perché sarà sempre più frequente un’alternanza di vincenti. Anche nel tennis ora ci sono Sinner e Alcaraz ma arriveranno altri contendenti».


