C’è un doppio segreto per il successo: sforzo e costanza. Per il Milan, la storia è un po’ diversa. Per i giocatori – o meglio, i pilastri – in scadenza potrebbero non servire l’amore e la voglia di Milan. Donnarumma, Romagnoli, Bonaventura e Ibra: un bottino significativo, soggetti del passato che potrebbero condire il futuro, piccoli gioielli per la prossima storia: quella moderna. Denominatore comune: futuro. Che futuro può sognare il Milan senza sforzi economici? Ingaggio, riduzione stipendi, numeri e calcoli. Il futuro si scrive anche con la costanza: per il Milan, invece, si vede l’alba di una nuova ripartenza. Casella zero, si riparte dal “via”, per quello che ormai è un circolo continuo. Si riparte e si ritorna. Sempre lì.
Soluzione. Per i rossoneri, il campanello d’allarme suona già da un po’. Il rischio di perdere Donnarumma a parametro zero, un capitano di prospettiva, un pilastro a centrocampo e il faro in attacco. Tanto, troppo per la costruzione di un Milan che nel futuro vede incertezze e vuoti da colmare. Una soluzione? Uno sforzo economico per trattenere chi si ha, senza guardare nomi, cartellini e promesse sul mercato. Vendere per investire nuovamente è una via tortuosa che potrebbe smarrire le poche certezze in casa Milan. La qualità ha un prezzo, così come l’amore per il Milan. Allora ecco che l’eccezione diventa la regola: evitare la riduzione degli stipendi potrebbe infatti regalare dei mattoni per la costruzione di un Milan che guarda al futuro. Con chi ha esordito a 16 anni con i colori rossoneri, con chi rappresenta la squadra e con chi ha (ri)sposato la causa rossonera senza esitazioni, proprio quando il fondo del baratro era ad un passo.

