Un girone e il lockdown, Pioli ha cambiato il mondo Milan

2 ottobre 2016-7 luglio 2020. Sono passati quasi quattro anni dalla precedente vittoria in rimonta del Milan, sotto di due gol. Allora lo allenava Vincenzo Montella (contro il Sassuolo 4-3, ndr), oggi c’è Stefano Pioli. Quella era una squadra in salute e in fiducia in un ottimo avvio di campionato, questa una che ha cambiato il proprio mondo dopo lo stop causato dal Coronavirus. Tre partite contro tre big e nove punti, ma soprattutto nove gol segnati, tre a partita di media. Un ribaltone completo vista la difficoltà della squadra a segnare prima della sosta, testimoniato anche dalla differenza reti, rimasta negativa fino alla partita contro la Lazio.

La mano di Pioli

In mezzo il pareggio in casa della Spal ultima in classifica, paradosso visto il momento, ma anche quello arrivato in rimonta, dopo che il Milan è andato sotto di due gol nel primo tempo. Merito di una squadra che ha imparato a non arrendersi più alle prime difficoltà, a non scoraggiarsi dopo un gol subito e ad avere una forza mentale in grado di risollevarsi dopo gli errori. Mentalità inculcata da un grande lavoro di Stefano Pioli. Se dovrà salutare per fare spazio a Ralf Rangnick, come ormai appare certo, lo farà con grande stile. Il mister è stato sicuramente aiutato da Zlatan Ibrahimovic. Non è solo il grande calciatore in campo, ma un trascinatore ineguagliabile anche nello spogliatoio. A dire il vero, anche la sconfitta più cocente della stagione è arrivata in rimonta (nel derby 4-2, ndr), ma da quella sera il Milan ha tratto l’insegnamento: non rilassarsi mai, aggredire sempre.

Stabilità

Nel primo scampolo di 2020, la continuità del Milan era partita contro una rimonta. Con Pioli era già successo contro l’Udinese, quando la squadra rimontò lo svantaggio iniziale e ebbe la forza di segnare anche il gol vittoria dopo il pareggio bianconero. Altra partita di mentalità, che si inserisce in un 2020 di spessore del Milan. Sembra un altro campionato rispetto a quello cominciato il 25 agosto con la sconfitta proprio contro i friulani. Sulla panchina c’era Marco Giampaolo. Certo, una rimonta gli era riuscita a Genoa 1-2, partita dell’esonero, ma in quel periodo il Milan si scioglieva alla prima avversità.

Pioli ha dato equilibrio. Ha dato metodo. Ha trovato il modulo più congeniale per la squadra e non l’ha più abbandonato. Ha recuperato calciatori che sembravano a Milanello per sbaglio, chiedere ad Ante Rebic, e tramite il lavoro ha portato il Milan a questi risultati, parziali, ma di grande spessore. Pazienza se ci è voluto un girone, ora la squadra si deve godere il momento, senza abbassare la guardia in vista delle ultime partite. In attesa dell’ennesimo ribaltone.

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