Questo primo periodo di Ardon Jashari al Milan non è stato certamente una passeggiata. Se già la trattativa tra rossoneri e Club Brugge per il suo acquisto era stata estenuante, durata quasi due mesi, con il club belga che sembrava quasi non lo volesse far andare via, anche i primi sei mesi a Milano non sono stati proprio quelli che lo svizzero sognava.
Primi mesi d’ambientamento difficili
Tempo al tempo, spiega Tuttosport nell’edizione odierna, tutto subito non è mai una buona base di partenza. L’infortunio, rimediato in allenamento a fine agosto, ha però rallentato ulteriormente la sua corsa, essendo stato fuori per più di due mesi e mezzo. A fine novembre è ufficialmente tornato in campo e, gradualmente, sta cercando di scalare le gerarchie.
Max lo vede, ma davanti a lui c’è un ex Pallone d’Oro che a 40 anni sta ancora dominando il gioco, in questo caso non c’è altro da fare se non guardare e prendere appunti da uno dei più grandi degli ultimi anni. Nelle sue ultime prestazioni, comunque, lo svizzero ha mostrato sicuramente tanta voglia, grinta e personalità, gli ingredienti perfetti per andare d’accordo con Massimiliano Allegri.
Già nelle grazie di Max?
Soprattutto nell’ultima gara contro il Bologna, Jashari ha saputo sfruttare bene i 20 minuti di utilizzo, recuperando diversi palloni e mostrando un’aggressività positiva, anche sul vantaggio di 3-0, cose che piacciono tanti al tecnico rossonero.
Insomma, l’ex Brugge sta prendendo la rincorsa, e la strada nella quale la sta prendendo sembrerebbe essere quella corretta. È vero, l’infortunio l’ha resa un pò più tortuosa, ma mentalmente non sembra abbia scalfito la corazza dello svizzero che avrebbe anche potuto sentire il peso dei 38 milioni spesi dal Milan per il suo acquisto. Per ora sembra tutt’altro che sotto pressione.

