Nessuno poteva aspettarselo da giocatore, qualcuno sì da dirigente. Che Zlatan Ibrahimovic finisse sotto processo dai tifosi del Milan era una variabile non calcolata ma che adesso potrebbe essere decisiva nel distacco tra i tifosi e la società.
I proclami prima, durante e dopo il mercato, la falsa partenza e soprattutto la scelta di Paulo Fonseca come allenatore, non hanno fatto piacere ai tifosi. Lo scettro di garante della società passato dalle mani di Paolo Maldini a quelle di Zlatan con un anno di ritardo non ha prodotto gli effetti sperati.
TuttoSport pone l’accento sulle poche presenze a Milanello di Ibra, impegnato più sui social che sul campo tolta qualche saltuaria strigliata in spogliatoio. Il Milan scudetto aveva Maldini e Massara presenti quasi tutti i giorni a Milanello per creare quell’alchimia di gruppo che poi ha trionfato. Il Milan di oggi invece risulta scollato da tutte le parti. Sia in campo che fuori.
L’obiettivo è cercare di rimettere insieme i pezzi e provare a svoltare. Perché i proclami vanno bene, ma poi devono essere rispettati.


