Intervistato alla Gazzetta dello Sport, Gianni De Biasi racconta come è riuscito a vedere qualcosa di importante in Ignazio Abate nei pochi mesi avuto al Torino nella stagione 2008-09. Per l’ex numero 20 del Milan si tratta quindi di un ritorno a casa.
LA LOCOMOTIVA GRANATA
«Ricordo che aveva buone qualità, innanzitutto fisiche. Grande corsa, grande dinamismo e un’impostazione più da giocatore offensivo che difensivo. Con il tempo noi lo abbiamo inserito dietro a fare l’esterno basso di destra. Per essere quasi all’esordio, fece una buona annata. Era esplosivo, pur non avendo un fisico incredibile. Aveva una buona resistenza alla velocità».
«Una delle più importanti doti di un allenatore è riuscire a scorgere una qualità, un gesto tecnico, nelle poche occasioni che ha a disposizione per valutare un ragazzo. Abate avrebbe potuto diventare un giocatore importante per il Torino, poi però c’erano dei contratti legati alla sua valorizzazione al suo ritorno al Milan che non ci permisero di trattenerlo».
«Era un ragazzo ‘testa bassa e pedalare’, non aveva grilli per il capo. Prendeva con grande serietà il lavoro che stava facendo. Vedevi che possedeva una certa maturità, e se non si trattava di maturità era una particolare focalizzazione verso un percorso che lui probabilmente prevedeva al Milan, come in effetti alla fine sarebbe stato. Milan o non Milan, comunque, lavorava per il proprio futuro, per mostrare le sue qualità. E in effetti ci è riuscito».


