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Tomori e Kalulu: difensori tutto campo che hanno fatto cambiare marcia al Milan

Ci siamo: l’ultimo ostacolo, l’ultima curva, prima di quello che sarebbe un risultato strabiliante, che in pochi avrebbero immaginato qualche mese fa. Il Milan ha cambiato marcia, ha accelerato un processo di crescita in pochissimo tempo, mostrando gioco, qualità e alchimia nel gruppo. Questa squadra ha dimostrato che oltre alle qualità tecniche, grazie al “lavoro e al sacrificio” come spesso dice il mister Pioli, si migliora e si cresce, ottenendo risultati soddisfacenti. Già nel corso del campionato precedente, però, si ebbe l’idea di qualcosa di magico nell’aria. La squadra che, all’inizio era molto offensiva, con il tempo ha migliorato molto la retroguardia, applicando una copertura importante nelle fasi di gioco.

Di chi sono i meriti? Sicuramente di Simon Kjaer, e soprattutto di Fikayo Tomori. L’inglese, ha con il tempo preso in mano la squadra in questa stagione, dopo l’infortunio del danese. È un leader che si fa sentire, che parla molto con i compagni e striglia chi non esegue alla perfezione i movimenti. È un motivatore, e vuole diventare un campione. Inoltre, il numero 23, ha dato una dimostrazione importante: in Italia, servono difensori veloci, che sappiano intervenire nel momento giusto, e difendere a campo aperto e nell’1 vs 1. E se ce ne fosse bisogno, la conferma arriva da Pierre Kalulu, forse la scoperta più bella della stagione. L’anno scorso, un po’ in sordina, aveva lasciato intravedere buone giocate difensive, e un buon piede, giocando da terzino. Quest’anno rende l’idea di un calciatore completo, che fa della velocità e della personalità (pur essendo un classe 2000), le sue caratteristiche migliori. Non sembra soffrire mai l’avversario, anzi. Pur in ritardo di 20 metri, (così come per Tomori), riesce a recuperare grazie ad una velocità strepitosa. E la crescita, la voglia di diventare un grande calciatore e di tenersi la titolarità, l’ha mostrata anche domenica, nel recupero in velocità su Zapata, con il francese già ammonito che non interviene direttamente sul colombiano, ma lo rallenta e permette il recupero della difesa rossonera.

Milan: Mike Maignan, Franck Kessie, Fikayo Tomori e Simon Kjaer (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)
Milan: Mike Maignan, Franck Kessie, Fikayo Tomori e Simon Kjaer (Photo Credit: Agenzia Fotogramma)

Come già detto, la trasferta di Reggio Emilia sarà l’ultima di questa stagione meravigliosa, nella quale i ragazzi di Pioli hanno dato l’anima, fino all’ultimo secondo. L’attacco del Sassuolo ha dei numeri importanti, e giocheranno a mente libera, senza preoccupazioni, avendo raggiunto la salvezza da tempo. Il Milan, invece, sarà la solita squadra compatta, rocciosa, a partire dal pacchetto difensivo, che inseguirà un sogno, un risultato, che i tifosi aspettano da più di dieci anni.

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