Super Inter. Poco Milan. Asfaltati. Mandati a casa. Queste le frasi più gettonate tra quotidiani, social e giocatori che spesso usano più le parole dei fatti. Il tutto però è, purtroppo, meritato. Un Milan che non ha saputo e che continua a non saper reagire in un momento che più nero non si può.
La finale di Supercoppa, un derby che valeva tanto, dove si pensava che i rossoneri potessero scuotersi e riprendersi è stato un tonfo doloroso che ha acuito il periodo negativo che è cominciato all’alba del 2023. Dieci minuti maledetti che hanno fatto saltare il banco. Contro la Roma oltre a perdere due punti importanti il Milan sembra aver perso il suo spirito ed ancora non riesce a ritrovarlo.
Dalla disfatta di San Siro contro i giallorossi il Milan ne è uscito ridimensionato e quasi irriconoscibile. Qualcuno lo ha paragonato agli infausti periodi pre-Covid dove si veleggiava in una mediocrità preoccupante e disarmante. Il trend degli scontri diretti sembra essere di nuovo tornato al 2019. Ciò che infatti aveva caratterizzato l’evolversi del Milan di Pioli erano proprio i big match. Tutti perdenti prima, motivo d’esaltazione poi.
Già perché anche nei momenti di difficoltà, anzi soprattutto nei momenti di difficoltà, quando c’era una grande occasione il Milan tirava fuori tutto quello che aveva e riusciva a dire la propria. In tanti ieri si aspettavano una reazione in quello stile, in tanti ieri speravano di vedere un Milan diverso, un Milan che riemergeva dalle ceneri (se così si possono chiamare) come ha sempre fatto.
Cos’è che non è andato? La testa? Forse. Le gambe? A tratti pure. Entrambe? Sì, la sintesi dovrebbe essere questa. La soluzione però non ce l’ha in tasca nessuno. Ci sarà da aspettare. Che cosa, chi e quanto non si sa ma una luce in fondo al tunnel il Milan deve trovarla.


