Mauro Tassotti, attuale vice di Andriy Shevchenko sulla panchina dell’Ucraina, ai microfoni dell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, ha parlato dell’attuale situazione rossonera: “Serve un Milan forte, anche per gli altri club e per il calcio italiano in generale, ma finché la proprietà non si sistema, è difficile far bene. C’è mancanza di continuità. Prima Leonardo e Gattuso se ne vanno, poi Boban viene licenziato e ora Paolo Maldini sembra avere un piede fuori. Le cose cambiano in continuazione e così è difficile ottenere risultati importanti. Non si è mai visto vincere un allenatore da solo, con una squadra di ragazzi. O metti sul mercato tanti soldi, oppure devi avere tante idee. Magari, Rangnick le ha”.
E ancora: “Il problema non è Rangnick. Il problema è che il Milan deve poter lottare per la Champions League. Oltretutto, i competitor, in questo periodo, non sono tantissimi. A parte Juve e Inter, c’è l’Atalanta, che sta facendo cose grandiose, ma ci si può inserire. L’Atalanta ha dato continuità al suo progetto, lo ha fatto anche la Lazio e Simone Inzaghi si è dimostrato molto bravo. Lotito e Tare hanno lavorato bene, Simone ha valorizzato i giocatori. Questo funziona. Boban e Maldini contro Rangnick? Sono troppo di parte. L’importante è che l’allenatore sia bravo, ma uno straniero in Italia ha qualche problema in più. I tifosi del Milan hanno sempre riempito lo stadio. E’ la loro indole. Basta poco a loro per riaccendersi. Sono il vero tesoro del club”.

