Durante l’intervista rilasciata all’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, Mauro Tassotti, attuale vice di Andriy Shevchenko sulla panchina dell’Ucraina, ha parlato anche dell’attuale situazione rossonera: “Fatico a comprendere la politica aziendale. Se si vuol ripartire dai giovani, bisogna dichiararlo e ammettere che, per anni, ottenere dei risultati sarà difficile. I giovani vanno aiutati. San Siro non è uno stadio come gli altri e lo dice uno che è arrivato a Milano a vent’anni e prima ha giocato all’Olimpico, altro posto che tanto semplice da affrontare non è. A San Siro, se sbagli troppo, quando va bene, arrivano fischi. E’ complicato. Inoltre, questo Milan arriva da anni di grandi successi e grandi frustrazioni”.
Sul licenziamento di Boban: “Sinceramente, non me l’aspettavo. Credevo che avessero trovato una stabilità. Con certe problematiche in società, fai fatica a lavorare. Non puoi sbagliare un acquisto, per esempio, perché il budget è quello che è. Il Milan dovrebbe prima di tutto tentare di tenersi stretti i giocatori bravi, Donnarumma, Hernandez e altri. Se non si può ripartire nemmeno da lì, diventa difficile”.
Sul suo addio al Milan: “Il Milan mi manca, ma sono stato fortunato, poi la vita ti porta a fare certe scelte. Nessuno mi ha mai chiesto di fare il primo allenatore del Milan e sono contento anche così. Sarò ancora più contento quando potrò tornare a passeggiare e poi a lavorare. Ma prima, il bene di tutti: la salute. La vita”.

