Nuovo stadio, tenutosi quest’oggi il quarto incontro del dibattito pubblico: il resoconto

Si è tenuto quest’oggi il quarto incontro del Dibattito Pubblico a proposito del nuovo stadio di Milano, con tema “Stadio Milano: la sostenibilità economica dell’intervento”.

Tra le persone che sono intervenute durante il dibattito va registrato il presidente di APECA (Associazione Provinciale Esercenti il Commercio Ambulante) Giacomo Errico, che ha posto il tema del futuro degli ambulanti in caso di costruzione del nuovo impianto: “Se non si dice e non si parla di chi c’è intorno al Meazza e lavora lì da 50 anni, sostenendo le proprie famiglie, come si fa? Gli ambulanti pagano 800mila euro all’anno, parliamo di 8 milioni di euro nel giro di dieci anni. A San Siro ci sono camion pagati dai 300 ai 400mila euro, investimenti che valgono come dei mutui. Nessuno che ne abbia tenuto conto per la progettualità. Ci sono 64 ambulanti consorziati per l’area stadio, e altri 30 subito fuori grazie alla concessione fatta dall’ex sindaco Albertini ai club. A San Siro si possono comprare le maglie delle linee create appositamente per gli ambulanti che costano meno di quelle ufficiali, ma sono realizzate in accordo con le società. Tenete conto degli ambulanti, perché se non se ne tiene conto questo diventa un problema sociale. Non vogliamo ripetere la sceneggiata che già avvenne nel 1989 e bloccare gli ingressi dello stadio per protesta“.

A Errico ha risposto Mark Van Huuksloot, Chief Operating Officer dell’Inter, presente all’incontro: “Sono amministratore delegato di MI Stadio, che da anni gestisce i rapporti con gli ambulanti come consorzio. Hanno avuto un ruolo importante intorno allo stadio, perché il food and beverage nello stadio è limitato, la loro presenza è sempre stata benvenuta. Abbiamo sempre cercato di migliorare il rapporto con loro, con una lettera di intenti e con la formalizzazione di un contratto che vuole chiarire il rapporto tra i club e gli ambulanti. Questa è una dimostrazione della volontà dei club di gestire una situazione atipica. Il nuovo stadio sarà diverso, avrà dentro e nella parte commerciale più spazi per operare, lì è giusto che si trovi una soluzione che non posso promettere soddisferà tutti, ma i club sono disponibili a un confronto. Nulla ci vieta di prevedere un diritto di prelazione per le strutture di food and beverage che andremo a creare, che non vuol dire avere una postazione per tutti, ma magari troveremo altre soluzioni che funzionano tutta la settimana e non solo il giorno partita. Il progetto prevede un cambiamento del sistema, ma vorrei tranquillizzare gli operatori, non li dimenticheremo“. In chiusura, un breve intervento anche da parte dell’advisor del Milan, Giuseppe Bonomi: “Possiamo trovare un confronto concreto nella fase di elaborazione del progetto definitivo”.

Tra le persone intervenute anche Alessandro Spada, presidente di Assolombarda, che ha ribadito il sostegno al progetto per il nuovo impianto: “Anche Assolombarda voleva portare la sua visione come organizzazione imprenditoriale che opera su Milano. Per noi si tratta di una grande operazione, un win-win per la città per tre motivi. Innanzitutto, abbiamo sempre parlato di rigenerazione urbana, quella di San Siro a nostro avviso è un’area che necessità di un tipo di rigenerazione come questa. Ha cambiato faccia diverse volte e penso che in questa occasione con l’opportunità a disposizione dello stadio si possa intervenire su tutta la parte pubblica che in questo momento è in difficoltà. Vedo questa operazione anche da questo punto di vista per la città da cui secondo me dobbiamo partire. Oggi dove c’è l’area dello stadio troviamo cemento e desolazione, non c’è nulla che possa essere definito bello in tutta quella parte. Naturalmente ci sono case e ville fuori, non voglio entrare nel merito dell’urbanistica, ma di quella zona come grande area e piazza. Il secondo motivo è relativo alle squadre. Ritengo siano un asset importante della città e questo non dobbiamo dimenticarcelo. Tra le tante attrazioni di cui dispone, Milano ha anche le squadre di Milan e Inter, all’estero creano un interesse e un volano che difficilmente altri club hanno per le città di appartenenza. Capisco il tema dei numeri di bilancio dei club, ma come dico sempre quello del calcio è un mondo a parte rispetto a quello reale. Se stiamo a guardare tutti i principali club europei, tutti hanno uno stadio moderno, assolutamente rifatto e se vogliamo delle squadre che possano competere con le altre e essere attrattive per la città dobbiamo seguire questo progetto. Oggi Milan e Inter rientrano tra i primi 16 club d’Europa e sono le uniche a pagare un affitto. E’ come quando noi giochiamo a tennis o a calcetto e paghiamo l’affitto per giocare, un concetto che nessun club ha più. Il terzo motivo è quello della sostenibilità relativo alla possibilità di mantenere il doppio stadio. Da questo punto di vista non ho dubbi, la sostenibilità deve essere soprattutto economica. Non c’è possibilità di avere due stadi, innanzitutto da un punto di vista ambientale dato che con l’esistenza di una cosa, l’altra non avrebbe ragione d’esistere. E quell’area deve servire per avere uno stadio nuovo, moderno ed efficiente e dare oneri di urbanizzazione per sviluppare tutto quanto il resto del territorio. Anche per me è difficile, chi non ama San Siro e non ha ricordi o emozioni? Serve però guardare avanti, i problemi ci sono come evidenziato da categorie e comitati di cittadini, sarebbe bello e servirebbe però lavorare tutti insieme in una direzione, una città capace di rigenerarsi e che diventa più sostenibile perché le nuove costruzioni saranno molto più sostenibili rispetto a tutto il ferro e cemento presente sull’area, che dal punto di vista ambientale è tutto fuorché sostenibile. Capisco e comprendo ragioni e preoccupazioni di tante categorie, ma in perfetto stile ambrosiano dobbiamo lavorare di concerto per un progetto inclusivo che vada a vantaggio di tutti e non solo dei club“.

Il nuovo stadio San Siro progetto Populous - MilanPress, robe dell'altro diavolo
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Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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