André Silva, attaccante di proprietà del Milan al momento in prestito biennale all’Eintracht Francoforte, ha parlato ai microfoni dell’edizione odierna della Gazzetta dello Sport: “Voglio crescere e voglio imparare. A tal proposito, sarebbe stato bello giocare con Ibrahimovic. E’ uno dei migliori di questa epoca, stare con lui mi avrebbe aiutato a crescere”.
Sul ritorno in campo: “La situazione, purtroppo, è molto difficile. Da straniero, non era facile sapere di non poter tornare a casa, anche se sono stato fortunato perché mia mamma, al momento dello stop, era qui e non mi ha lasciato solo. All’inizio ero molto preoccupato, ma il club ha riportato in fretta le cose sui giusti binari, dimostrando di saper gestire al meglio la crisi. In Germania ci si è mossi con grande attenzione. Si guarda ai club, che sono imprese, ai giocatori e a tutti i collaboratori. Siamo messi nelle condizioni di lavorare nelle condizioni migliori. Abbiamo regole alle quali attenerci e veniamo spesso sottoposti ai tamponi. Quindi, mi sento sicuro. Era importante riprendere a giocare per difendere il nostro mondo e far sì che ci fosse un lieto fine per tutte le persone che vivono di calcio”.
Sulla sua esperienza tedesca e sul suo futuro: “Le cose, ora, vanno bene. In un paio d’anni, specie alla mia età, si può crescere tanto, anche a livello umano. Ormai, sono passate alcune stagioni dal mio ultimo campionato al Milan. A Francoforte ho avuto l’occasione di mettermi in mostra, ho avuto fiducia. Sono contento di essere qui. Al momento sono un giocatore del Milan in prestito all’Eintracht. Non posso sapere cosa accadrà, ma, indipendentemente dal club, dal paese o dalla competizione, io voglio essere protagonista. Chi è ambizioso vuole sempre vincere. Io voglio lottare per arrivare in alto. Non posso sapere il mio futuro, posso solo parlare del mio presente, che è a Francoforte. Farò il possibile affinché sia ricco di successo”.

