È una stagione particolare, vive di transizioni, alti e bassi, e assenze silenziose. Tra le assenze silenziose inseriremmo tutte le volte in cui calciatori con acciacchi più o meno gravi hanno comunque giocato, finendo per incidere inevitabilmente poco. Ma anche, se non soprattutto, le assenze reali ma di chi fa mediaticamente poco rumore, come Gabbia ad esempio.
Le assenze di Gabbia
Quest’anno si è fermato tre volte, saltando 7 gare. Una distorsione al ginocchio, un risentimento muscolare e un’operazione di ernia inguinale. Prendendo in esame ad esempio anche solo gli ultimi 4 match in cui non è potuto esserci, il Milan ha perso 3 volte, vincendo non senza fatica solo col Torino 3-2.
Sicuramente quando ci sono filotti negativi sono sempre figli di molteplici fattori, ma spacchettandoli si cerca pian piano di trovare qualche spiegazione. L’esser organi di un leader difensivo è di sicuro parte dei limiti che hanno frenato il Diavolo in queste settimane.
Di nuovo in campo
Col Verona dovrebbe tornare a disposizione. Di nuovo al comando, di nuovo in una difesa a 3 che forse maggiormente si confà a De Winter e Pavlovic per caratteristiche e background tattico.
Nel paradosso dell’ultimo weekend di Serie A abbiamo visto la miglior difesa incassare 4 gol, ovvero il Como dall’Inter, e la seconda miglior difesa incassarne 3, ovvero il Milan dall’Udinese. Forse entrambe, volontariamente o no, si sono parzialmente snaturate da ciò che hanno offerto fin qui, e hanno pagato dazio.
Riconsolidarsi per riacquisire le sicurezze trovate in precedenza, e ripartire. Solo con l’identità avuta in questa annata si potrà portar a casa il fondamentale quarto posto. Con buona pace dei giochisti.



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