Shevchenko: “Nel mio Milan c’era un gioco di squadra perfetto. Ancelotti come uno scacchista”

La leggenda del Milan, Andriy Shevchenko, è stato tra i protagonisti della terza puntata del format On The Pitch, su Milan TV. Queste le sue parole: “Giocare con grandi campioni ti aiuta tanto, perchè non devi fare tutto da solo. Con Rui Costa sapevo esattamente che dopo un secondo che aveva ricevuto la palla alzava la testa e mi guardava: ricordo quella partita contro il Real Madrid, già guardando l’azione avevo capito come dovevo muovermi, lui mi ha dato un gran passaggio e ho solo dovuto entrare in area e finalizzare. C’era grande sintonia tra di noi“.

Shevchenko prosegue: “Ancelotti aveva la visione sulle nostre qualità, ha combinato una geometria del calcio. Avevamo grandi giocatori: partendo da dietro c’erano Paolo, Nesta, Costacurta, Cafù, Serginho; centrocampisti come Pirlo, Seedorf, Kakà, Rui Costa. Erano fortissimo e la forza di quel Milan era sapere cosa facevano i compagni, c’era un gioco di squadra perfetto. Sembrava giocassimo a scacchi“.

Shevchenko

Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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