Serginho: “Non mi aspettavo questo Scudetto, complimenti al Milan”

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Serginho - MilanPress, robe dell'altro diavolo

L’ex rossonero Serginho ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport in cui ha parlato dello Scudetto del Milan. Queste le parole di Serginho:

Sullo Scudetto: “Chiaramente attendevo una crescita di questi ragazzi che nella stagione precedente avevano conquistato il secondo posto, ma sinceramente non mi aspettavo la conquista della Serie A. È stata una piacevole sorpresa. Si vede che Pioli, insieme a Maldini e Massara, hanno svolto un grandissimo lavoro, scoprendo nuovi talenti e facendo poi rendere al massimo questi ragazzi anche nei momenti di difficoltà. Complimenti a loro per quanto costruito. Puntare sui giovani, e vincere, deve essere stato davvero soddisfacente”.

Su Maignan: “Chiaramente dimenticare Donnarumma è molto difficile, dato che è uno dei portieri più forti del mondo. Maignan ha una personalità molto forte, non era facile sostituire qualcuno che era stato, se vogliamo, anche un idolo. Le qualità del francese sono emerse anche grazie al lavoro di Dida: il brasiliano oltre a possedere grandi capacità ed esperienza, ha vinto tutto con la maglia del Milan, fa parte della storia del club. Ecco questo aiuta tantissimo. Maignan sarà stato messo a proprio agio e a così espresso tutto il suo potenziale”.

Su Theo: “Ha tutte le qualità. Theo ha dimostrato di essere un giocatore in grandissima a forma, che ha margine di crescita. In quella posizione ‘noi’ siamo tenuti a provare e a migliorare giorno dopo giorno. Lui può farlo. Mi auguro possa diventare molto più forte di adesso. Ora è già tra i terzini migliori al mondo. E potrà diventare il più forte in assoluto”.

Su Serginho giocatore: “Io sono stato un terzino molto aggressivo, mi piaceva più attaccare che difendere. Ma nel corso della mia carriera nel Milan ho capito che avrei dovuto trovare un equilibrio. Il nostro ruolo nasce come difensore, poi possiamo essere la sorpresa con gli inserimenti. Ma il nostro compito principale è la parte difensiva. Quando si è giovani e più difficile capirlo. Però vedrai che Theo troverà l’equilibrio perfetto. Maggiore qualità e attenzione in difesa: è successo pure a me. Il calcio italiano è molto tattico, serve sempre molta attenzione”.

Su cosa serve al Milan: “Ora i rossoneri sono un passo indietro rispetto a club come Liverpool, Real Madrid, Psg e City. Al Diavolo manca una punta che possa giocare o sostituire Giroud, oltre a un centrocampista di qualità, un 10 di quelli che sviluppano il gioco e l’azione”.

Su chi ha deciso lo Scudetto: “Sicuramente Leao, che ha partecipato praticamente a tutti gli ultimi gol del Milan. Ma sottolineiamo anche la professionalità di Kessie. Andrà via a parametro zero e ha dato tutto fino alla fine: è stato un vero uomo. È difficile vedere un sicuro partente giocare così alla fine della stagione, anche lui è stato determinante”.

Su Leao: “Ogni giocatore ha il suo momento. Lui sta bene qui. Però bisogna capire la voglia dell’atleta. Si deve prendere la decisione in accordo con il giocatore e il procuratore. La nuova società del Milan deve scegliere cosa vuole diventare. Se vogliono costruire una squadra vincente in Europa, come è sempre stata, è chiaro che Leao deve rimanere. Se invece vedono il calcio come un business e hanno un’altra idea, allora potrebbero realizzare una corposa plusvalenza”. 

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