Calmo, Alexis. È da un po’ di tempo che Saelemaekers ha un po’ di nebbia psicologica: tra nervosismo in campo e voglia di risolvere le partite con giocate belle sì, ma comunque difficili, il numero 56 ha perso quel credito di inizio anno con la tifoseria milanista. Certo, il belga è comunque un titolare fisso nelle idee di Massimiliano Allegri, ma ha bisogno di ritrovarsi in seguito alle prestazioni opache di gennaio e febbraio.
CI SI ASPETTA DI PIÙ
Saelemaekers è un uomo dalle grandi partite. Si sa, quando il palcoscenico è più importante la sua dinamicità lo rende protagonista, mentre nelle partite di contorno si limita spesso a fare il compitino. Tra Fiorentina, Como (a San Siro), Parma e Cremonese, si ha la netta sensazione che gli stia mancando la lucidità di inizio stagione.
Il rinnovo non è stata una condanna, come sostiene stupidamente qualche cuore rossonero. La sua conferma è meritata e, dopo anni di bocconi amari lontano da casa, anche romantica. Solo che, effettivamente, Alexis si è spento un po’.
MA TU GUARDA UN PO’, ARRIVA IL DERBY…
Contro l’Inter può essere la sua partita. Contiamo tre match, come quelle esemplari del vero Saelemaekers: sempre nel contesto della Scala del Calcio, in questa stagione l’esterno di centrocampo ha dato spettacolo contro Napoli, Roma…e nel derby di andata, calciando rasoterra quello che sarebbe poi diventato il tap-in vincente di Pulisic.
Come si affronta una partita simile? Con il milanismo iniettato nelle vene, quello che ha il biondo classe 1999, e con serietà…cosa che gli sta mancando, purtroppo. Una critica ti è dovuta, amico belga: basta linguacce, basta falli sciocchi, basta lanci a terra che possono creare polemiche per simulazione, basta provocazioni. Il vero Saelemaekers regala spettacolo sul campo con giocate da highlights, non gesti antisportivi da bar.


