È passata un’altra settimana in casa Milan ed i rumours di mercato, nel frattempo diventati sempre più insistenti e sempre più notizie confermate, non sono cambiati. Da Maignan a Reijnders, passando per Theo e Leao. Tutti in partenza. O quasi. Situazioni di contratti diverse, con i due francesi in scadenza nel 2026, il portoghese nel 2028 e l’olandese nel 2030.
Sembra una barzelletta, ma non lo è. Quello già venduto è proprio colui che aveva la scadenza più lontana con un matrimonio che sembrava dovesse durare almeno un po’ di più. Gli altri due fanno i capricci e l’altro ancora potrebbe ricevere un’offerta in qualsiasi momento.
Da questa situazione possiamo capire che al Milan, se sei in scadenza o hai un contratto lungo poco cambia. Se decidi di andar via, ci vai. Se decidono di mandarti via, ci vai. Il caso Maignan-Reijnders è tanto simile quanto diverso e spiega nel migliore dei modi questa teoria.
Milan: pugno duro, ma non sempre
Notizia delle scorse ore è che Milan e Chelsea hanno interrotto la trattativa per Maignan per mancato accordo economico. I Blues non si spingevano oltre i 20 milioni di euro, con il club rossonero che – con il famoso pugno duro – ne chiedeva qualcuno in più per provare a non perdere il portiere (che vale molto di più e che pare abbia chiesto la cessione) ad una cifra irrisoria nonostante ci sia il rischio concreto di perderlo a zero un altr’anno. Proprio lui, il sostituto di Donnarumma, che andrebbe via a zero. Un deja-vu.
Proprio per questo, terminata la sessione extra di mercato dovuta al Mondiale per Club, la sensazione è che anche il portiere, tra qualche settimana, saluterà comunque. Se non sarà il Chelsea, sarà un’altra squadra. La sua volontà sembra chiara. Una separazione che potrebbe far bene a tutti visto che i presupposti per continuare insieme non dovrebbero più esserci.
Con chi invece i presupposti c’erano tutti era Tijjani Reijnders. Il Manchester City premeva, lui forse anche, ma la cifra strappata ai Citizens non è la più alta possibile, anzi. 70 milioni potenziali, 65 raggiungibili con bonus facili, 57 di base fissa. Un po’ pochino se hai il coltello dalla parte del manico, un contratto che scade tra cinque anni, e stai trattando con uno dei club più ricchi al mondo.
Un pugno non così tanto duro questa volta, che non lascia trasparire quella che è (o dovrebbe essere), la strategia rossonera. Vendere bene – Musah al Napoli a 25 milioni sarebbe un capolavoro -, o sbagliare quasi tutto, paiono le due costanti del Milan che si alternano senza un motivo preciso ma lasciando tutto al caso.
Cercare di fare leva sulle situazioni che ti offre il mercato, in questo caso in uscita, dovrebbe essere alla base per condurre nel migliore dei modi una trattativa. Ed all’alba del mese di giugno, il Milan non sembra averlo fatto. Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane.


