A distanza di molto tempo, Manuel Locatelli è tornato a parlare del periodo vissuto al Milan. L’attuale centrocampista del Sassuolo ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club emiliano. Ecco le sue parole:
Sulla chiamata del Milan: “Ero alle giovanili dell’Atalanta da quando avevo sei anni, avevo legato con la squadra. Quando arrivò la chiamata del Milan sbiancai, ero titubante, ma mi affidai ai miei genitori che mi guidarono su questa decisione“.
Sul primo allenamento con la maglia rossonera: “Nel primo allenamento con la prima squadra Montolivo mi disse di marcare Kakà. Mi sono chiesto dove fossi e poi mi sono allenato cercando di non pensare ed è andato tutto bene“.
Sull’emozione del primo contratto da professionista: “Galliani mi ha dato la sua penna per firmare e la conservo ancora a casa“.
Sul primo gol in Serie A: “Dopo la partita feci l’intervista a bordo campo piangendo e al rientro in spogliatoio i miei compagni mi menarono, Antonelli mi disse scherzosamente che adesso le ragazze penseranno anche che sono bello“.
Sull’addio al Milan: “L’attimo in cui mi hanno detto che non facevo più parte del progetto è stato devastante. Su una panchina di Milanello i dirigenti mi dissero che non ero più importante per loro, è stato veramente devastante. Ho fatto il tragitto in macchina piangendo. Andai dalla mia ragazza e piangemmo insieme, poi chiamammo i miei genitori. Fu devastante ma mi ha aiutato, perché in fin dei conti anche io avevo bisogno di cambiare“.


