La vicenda relativa alla vendita di San Siro a Milan e Inter assume ogni giorno contorni sempre più complicati. Se ne riparlerà a settembre, ma intanto i pubblici ministeri della Procura di Milano vogliono vederci chiaro sull’operazione. E, stando a quanto riferisce l’edizione odierna del quotidiano La Repubblica, se finora i dubbi si sono concentrati sulla data dalla quale far partire il vincolo paesaggistico che renderebbe intoccabile il secondo anello dell’impianto, ora emerge un altro possibile freno: una sorta di vincolo “storico relazionale”, ossia il legame che un luogo ha con la città in cui è ubicato.
A parlare diffusamente di questo concetto è stata l’altro ieri una professoressa, ex soprintendente archivistico e bibliografico della Lombardia, ascoltata per ore dai pm e secondo la quale «una valutazione dello stadio Meazza sotto il profilo storico relazionale vada presa in considerazione», tenendo conto della «percezione del luogo e dell’archivio esposto come vero e proprio archivio dello stadio Meazza», una «traccia scritta memorativa permanentemente generativa di memoria pubblica», confermando così «il valore di testimonianza del pubblico sentire quel luogo specifico come la radice identitaria dello stadio».


