Settembre è arrivato, con esso si segna anche il rientro dalle ferie estive e, soprattutto, il mese decisivo per la cessione di San Siro a Milan e Inter. A Palazzo Marino sono giorni decisamente intensi, si conta di fare tutto entro il mese, prima che possa avvicinarsi pericolosamente l’entrata in vigore del vincolo sul secondo anello (novembre). A questo proposito ha parlato il sindaco di Milano Sala, durante la commemorazione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Le sue parole, riprese da Calcio e Finanza:
“Io mi sto esprimendo in maniera decisa, poi ognuno si prenderà la priorità responsabilità: se il Consiglio non dovesse approvare la vendita di San Siro sarà un problema che si prenderà il prossimo sindaco. Non è che le società decideranno con facilità di fare finta di niente. Possiamo rimpiangere le proprietà alla Moratti e alla Berlusconi, io rimpiango Moratti e gli mando un abbraccio ma così è oggi. Queste proprietà, più che la passione per il calcio, lo considerano una occasione di business. Noi andremo avanti“.
Poi si è espresso sulla possibile riduzione dei costi d’acquisto ai due club: “Sconto? È pari a zero. Non c’è nessuno sconto ma la compartecipazione alle spese, che deriva o da quello che dice la legge sulle bonifiche o da nostre richieste, come ad esempio sullo spostamento dello stadio. Io spero che arriveremo a un accordo finale con i club nei prossimi giorni per poi portarlo in giunta, alle commissioni e al Consiglio. Quando si vende un bene patrimoniale importante come lo stadio deve decidere il Consiglio comunale, io voglio essere a posto con la coscienza, avere fatto il mio lavoro e consegnare al Consiglio il dossier, poi lui deciderà. Lo consegnerò consigliandone l’approvazione, ma da lì in poi non posso fare più nulla, sarà l’Aula che deciderà sé questa cessione ha senso o meno“.


