Da mesi ormai Milan e Inter si stanno concentrando sul nuovo San Siro e hanno abbandonato le piste alternative, ma ancora la partita non è chiusa. Al momento infatti, come riporta l’edizione odierna de La Repubblica, non è sicuro che si riesca a costruire il nuovo impianto per diversi motivi.
Il primo è il dubbio sull’età del secondo anello, da cui dipenderà molto della parziale demolizione dell’attuale stadio. Il Comune di Milano infatti sostiene che il contatore dei 70 anni entro cui non parte il vincolo inizi il 10 novembre 1955, data del collaudo, ma per gli oppositori, grazie ad alcune foto dell’epoca, il secondo anello c’era già nel gennaio del 1955 e il vincolo sarebbe quindi già attivo. Sono in corso delle indagini a riguardo, ma se venisse data ragione all’opposizione arriverebbe per i Club e il Comune il primo grosso scoglio.
Da tenere in conto poi il Consiglio Comunale, che difficilmente darà il suo ok se non verranno rispettate alcune condizioni come i 40 milioni per il quartiere chiesti la prima volta nel 2023 e ricordati a marzo di quest’anno e il 50% di verde profondo richiesto nella prima conferenza preliminare dei servizi.
A sostegno del gruppo dei contrari c’è soprattutto Luigi Corbani, capo del comitato “Si Meazza”, che ha parlato proprio ai microfoni di Repubblica sostenendo: “Non lo dico io, lo dicono i documenti. Ci sono gli articoli con foto dei principali giornali dell’epoca che indicano come il 29 giugno del 1955 lo stadio abbiaospitato la partita Milan—Honved. In quell’occasione lo stadio fu occupato da 60 mila persone e dalle foto si evince perfettamente come la configurazione del secondo anello, quella che lo rende un bene di interesse culturale, fosse già ben definita”.
Corbani conclude poi “Lo stadio di San Siro ha un valore storico e culturale che prescinde sia dall’età che dalla proprietà. Un valore che è stato ribadito anche dal ministro Giuli in una recente audizione al Senato, che significa che un vincolo può arrivare in qualsiasi momento, anche fra tre anni e anche se il bene è diventato di proprietà di un privato. Può essere richiesto dal privato stesso, può partire su iniziativa d’ufficio della sovrintendenza, o con una richiesta formale da parte dei cittadini. L’acquisto della zona non scongiurerebbe il vincolo? No, a meno che non lo demoliscano il giorno dopo averlo acquistato”.


