San Siro scatenato, contestato tutto il Milan: fischi per i pilastri dello spogliatoio…e per i nuovi arrivati

Il pubblico di San Siro ieri è stato il vero fattore del match…ma per motivi ben diversi dal solito. Il Milan ha giocato contro la Lazio in uno stadio in vera contestazione: pochi applausi a pochi prescelti, ma per il resto si è visto un pubblico di fede rossonera fischiare i propri beniamini e la società che guida il Club.

Come sottolinea la Gazzetta dello Sport: “La pazienza è finita“. Tanti i giocatori che non hanno convinto per impegno o per prestazioni il tifoso meneghino, il quale da pagante e da sostenitore non può che volere altri calciatori indossare la maglia che ama. Ad esempio, nonostante il cartellino rosso, a Strahinja Pavlovic viene riconosciuta la grinta che ci mette in campo: al momento dell’uscita per l’espulsione ci sono degli applausi.

Chi vive costantemente sotto la lente d’ingrandimento ormai si sa. I pilastri…e qualche nome nuovo, mai davvero entrato nella concordia tattica del Milan. Leao ha dovuto toccarsi le orecchie come a dire: “Non vi sento” dopo l’assist a Chukwueze: episodio già successo a Parma. E poi Theo Hernandez viene accolto malamente dalla Curva Sud al momento di battere un corner.

Poi ci sono quelli appena arrivati. Sembra incredibile dopo l’inizio da sogno contro la Roma, ma un mese dopo nemmeno Gimenez e Joao Felix non convincono. Sul messicano pesa il fattore del gioco, in quanto non arrivano molti passaggi da capitalizzare in porta. Sul portoghese pesano i troppi minuti in campo, visti come ingiustificabili date le poche occasioni create. Ma il pubblico, in un momento del genere, va ascoltato da parte di tutti se si vuole provare a rimanere qui. Esamino di coscienza.

Milan: Santiago Gimenez, Rafael Leao (Photo Credit: IPA Agency)
Milan: Santiago Gimenez, Rafael Leao (Photo Credit: IPA Agency)

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