Bernardo Corradi ha rilasciato un’intervista ai media presenti alla chiusura del ritiro di Ponte di Legno della Sampdoria. L’allenatore blucerchiato è tornato a parlare della sua esperienza al Milan, di Massimiliano Allegri e Luka Modric: ecco le sue dichiarazioni alla Gazzetta dello Sport e a Il Secolo XIX.
Corradi e l’esempio di Modric
«L’approccio alla partita tra giovane e vecchio è lo stesso, ognuno deve ricercare il bambino che ha dentro. Ho avuto la fortuna di allenare Modric, per età vicino a me ma per cultura del lavoro a un diciassettenne. Al talento vanno aggiunti passione, abnegazione, sorriso sulle labbra. È un campione eccezionale. E ha grande entusiasmo, come un ragazzo di 17 anni alla prima convocazione. L’ho ringraziato».
E sull’esperienza al Milan…
«Facevo la tattica con Magnanelli e nello specifico mi occupavo degli attaccanti. Quindi ogni giorno una preparazione del lavoro da fare. Dal mattino alle 18. Poi la sera a cena nel solito ristorante in zona Arena a Milano. Allegri è una persona di uno spessore totale con un alto livello di managerialità. Lo scorso anno ha dovuto fare qualcosa di più che l’allenatore per la situazione di particolare gestione del gruppo di lavoro. In campo ha delle letture da genio. Mi ha dato una possibilità enorme. Poi ognuno ha i suoi gusti, ci sono tecnici che piacciono di più e di meno. Alla fine conta solo il risultato e lui ha vinto molto. Quando l’ho chiamato per dirgli della Samp, mi ha risposto ‘Vai e fai bene, non sentire chi dice che non sei pronto’. Uno non è pronto finché non ha la possibilità di dimostrare».


