Nel calcio, forse troppo spesso, alcune dinamiche vengono spacciate per trovate geniali o intuizioni dell’ultimo minuto. Una delle novità che si sta facendo sempre più spazio riguarda il ruolo di determinati giocatori, ritenuti particolarmente preziosi dai propri allenatori per i movimenti, e la copertura difensiva che garantiscono nell’arco di una partita.
Un nuovo ruolo nel calcio? Non proprio
Molte squadre, infatti, si stanno affidando a una figura ormai nota come “equilibratore”: un giocatore capace di permettere alla squadra di schierarsi a quattro o a cinque dietro in base all’inerzia del match. L’esempio più emblematico è quello di Politano nel 4-1-4-1 del Napoli di Antonio Conte. Con Di Lorenzo che agisce spesso per vie centrali anche in fase offensiva, Politano perde qualcosa in termini di incisività sotto porta, ma rimane una pedina fondamentale per mantenere la squadra compatta e pronta a reagire quando è sotto pressione.
Saelemaekers è l’equilibratore del Milan
Passando al Milan, un ruolo simile è interpretato da Saelemaekers, seppur con meno compiti di accentrarsi. Con il belga in campo, i rossoneri attaccano con una linea a quattro, ma difendono a cinque quando l’ex Roma e Bologna si abbassa accanto a Tomori. Il vero campanello d’allarme, però, riguarda un altro aspetto: la mancanza, almeno nell’immediato, di alternative capaci di ricoprire quel ruolo con la stessa applicazione.
Poco lucido a Bergamo
Nel pareggio alla New Balance Arena contro l’Atalanta, Saelemaekers è parso poco lucido nelle scelte — emblematico l’ultimo passaggio mancato con Bartesaghi libero sulla sinistra. Va ricordato che il belga rientrava da uno stop, fortunatamente meno grave del previsto, accusato in nazionale. Quando però gira lui, la squadra cambia ritmo: Allegri lo sa bene e non ha alcuna intenzione di farne a meno.
Può giocare ovunque
Ripercorrendo la carriera di Saelemaekers, il leitmotiv è sempre stato la duttilità. Al belga mancano solo i ruoli di difensore centrale e di mediano per completare il repertorio: dove lo metti, lui si adatta. Destra o sinistra non fa differenza, c’è sempre.
Contro la Roma ci sono Ndicka e Wesley
Allegri, che avrà 24 ore in più rispetto a Gasperini per preparare Milan-Roma, dovrà riflettere anche sulla tenuta fisica del numero 56. Ndicka, finora, è stato difficilmente superabile in questo inizio di stagione; chissà che proprio il duello tra i due non possa essere una delle chiavi per permettere al Milan di tornare ai tre punti.



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