Sacchi: “Quando arrivai al Milan venni battezzato ‘il Signor Nessuno’, fu difficile cancellare quell’etichetta”

Nel corso di un’intervista a La Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha parlato dell’approdo di Andrea Pirlo sulla panchina della Juventus, facendo anche un paragone con il suo arrivo al Milan: “Sorpreso da Pirlo? Sì, ma anche contento. Ho sempre ammirato chi si prende dei rischi, e in questo caso se li sono presi sia i dirigenti sia Pirlo. E’ una scommessa che può essere vincente, però a un patto. Che la società segua le idee dell’allenatore, che lo supporti e che ne condivida le scelte di mercato. Non com’è stato con Sarri, per intenderci. Perché ho sempre pensato che i giocatori non li deve acquistare il direttore sportivo, bensì l’allenatore: è lui che ci lavora tutti i giorni, è lui che sa che cosa gli serve. Quindi la Juve ascolti Pirlo e ne accontenti i desideri“.

Prosegue Sacchi: “Io, quando arrivai al Milan, venni battezzato “il Signor Nessuno”. Fu difficile cancellare quell’etichetta, ma grazie all’aiuto della società ci riuscii. Pirlo è stato un grandissimo campione, dunque non è un Signor Nessuno e parte avvantaggiato, però si tenga ben presente una cosa: tra giocare e allenare c’è un abisso. Tanto per fare un esempio: io ho avuto bravissimi calciatori che sapevano applicare perfettamente il pressing e, quando si sono seduti in panchina, non erano in grado di insegnarlo“.

Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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