Arrigo Sacchi ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato anche di Milan. Queste le parole di Sacchi, che si è soffermato sulla partita di ieri col Monza e di come si sono comportati i ragazzi di Pioli:
Sulla partita di ieri: “Dopo qualche prestazione un po’ così, il Milan sembra essere tornato un collettivo. Non tanto per il risultato rotondo con cui ha battuto il Monza, squadra che è migliorata e ha buone idee, quanto per l’ordine e per l’organizzazione che i rossoneri hanno mostrato soprattutto nel primo tempo”.
Su cosa sbagliavano i rossoneri: “Nel calcio moderno è necessario che ci siano undici giocatori sempre in posizione attiva, sia in fase di possesso sia in fase di non possesso. A volte ho notato troppa distanza tra i reparti, errore da correggere in fretta: se si è lontani e slegati non si riesce a fare pressing, non si possono portare i raddoppi di marcatura, non c’è comunicazione e si va in difficoltà. Prendiamo Hernandez: giusto che si sganci e vada all’attacco, ma non deve mica fare l’ala. Oppure, se fa l’ala, ci dev’essere un centrocampista che lo copre. Altrimenti si è sempre in inferiorità numerica e Tomori è costretto ad allargarsi per fare il terzino, lasciando in questo modo l’altro centrale difensivo solo contro gli attaccanti avversari. È necessario che il Milan ragioni sempre come un collettivo, come un blocco unico”.
Su Brahim Diaz: “Brahim Diaz ha dimostrato di essere in grande forma, peccato che si sia infortunato e probabilmente non sarà disponibile per la partita di martedì in Champions League”.
Sul prossimo match di Champions: “A Zagabria sarà una battaglia: la Dinamo farà un pressing feroce, attaccherà a testa bassa e allora il Milan dovrà mantenere i nervi a posto, non reagire a qualche provocazione che sicuramente ci sarà e rispondere colpo su colpo. Guai a lasciare l’iniziativa all’avversario: i rossoneri devono prendere in mano la partita e dominare il campo”.
Su De Ketelaere: “Probabilmente Pioli darà fiducia a De Ketelaere che, però, mi sembra demoralizzato. Non si deve abbattere: tutti gli stranieri, anche i più grandi campioni, al primo anno in Italia hanno fatto fatica. Lui ha i numeri per divertire la gente”.


