Se analizziamo l’intera stagione del Milan da Agosto a Marzo, possiamo creare una linea del tempo suddivisa in tre fasi tattiche. La prima, con Giampaolo alla guida, è basata sul 4-3-1-2. Modulo già utilizzato ai tempi della Sampdoria, applicato al Milan è arrivato ai titoli di coda dopo appena otto giornate di campionato. La difficoltà nell’identificare un trequartista, i giocatori fuori ruolo, i scarsi risultati: tutto questo ha portato a virare su Stefano Pioli, chiamato a rilanciare la squadra. Si passa così al 4-3-3 di gattusiana memoria e, dopo un avvio difficoltoso, arrivano i primi successi con il filotto di risultati utili da Napoli a Sassuolo. Tuttavia il gioco offensivo dei rossoneri non decolla e lo testimonia il fatto che in molte occasioni sia decisivo Theo Hernandez, mentre il reparto d’attacco fatica ad imporsi. È necessaria una guida di esperienza che sappia essere decisiva ed aiutare i giovani nel loro percorso di crescita. Tutto questo culmina nel mercato di Gennaio con l’acquisto di Zlatan Ibrahimovic e la terza rivoluzione tattica: il 4-4-2.
CHI SALE – Il nuovo modulo ha fin da subito un buon impatto nella squadra con le cinque vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia. Tralasciando la linea difensiva, dal centrocampo in su ci sono state diverse sorprese. L’arrivo di Ibra e le partenze di Suso e Piatek hanno favorito il rilancio di Samu Castillejo e l’esplosione di Ante Rebic. Lo spagnolo sta vivendo probabilmente il suo miglior periodo al Milan tra gol, assist e passaggi chiave. Senza dubbio è diventato un punto di riferimento sulla destra per qualità e quantità. Rebic, dopo un avvio misterioso, si è confermato il goleador rossonero dopo quei 45 minuti contro l’Udinese. Da lì in poi il croato non si è più fermato. Reti contro Brescia, Inter, Juventus, Torino e Fiorentina gli hanno donato un mese da bomber e non è un caso che la dirigenza sia intenzionata a proporre all’Eintracht il riscatto. Buone cose si sono viste anche in mediana con Bennacer e Kessie che hanno dimostrato di saperci fare sul piano della regia e della copertura. Buon momento anche per Hakan Calhanoglu, che pare stia trovando la propria dimensione come trequartista, alle spalle di Ibrahimovic. Il turco durante la stagione ha cambiato quattro ruoli ma in quest’ultimo ha mostrato tutta la sua qualità palla al piede.
CHI SCENDE – Percorso inverso per Paquetà, Bonaventura e Leao. Il brasiliano sta vivendo una stagione anonima, prima con Giampaolo a causa del cattivo feeling ed ora con Pioli, che nel 4-4-2 non riesce a trovargli una collocazione adeguata. La sua permanenza al Milan non è ancora sicura, tantoché si parla di eventuale cessione o scambio alla pari con il Benfica per Florentino Luis. Discorso simile per Jack Bonaventura. Dopo il rientro dall’infortunio, l’ex Atalanta ha avuto un buon periodo con i gol contro Napoli e Bologna salvo spegnersi subito dopo. E nel 4-4-2 vive nell’ombra di Ante Rebic. Anche per lui si parla di cessione a Giugno, data l’età che non rientra nella linea verde su cui vuole investire Elliot. Ultimo ma non per importanza Rafeal Leao. Il suo profilo è ideale secondo i parametri della società ma nonostante questo la sua stagione è stata altalenante. Buon inizio, poi un calo impressionante seguito da un’impennata parallela all’arrivo di Ibrahimovic, di cui sembrava essere il partner ideale. Tra i due c’è feeling ma il portoghese non ha ancora la forza di volontà per imporsi e questo ha permesso a Rebic di prendere il suo posto. Tuttavia, Rafael rimane un elemento importante nella rosa rossonera, deve solamente trovare la propria dimensione.

