Gianni Rivera, ospite ad Anghiari per ricevere il premio nazionale “La Clessidra“, ha parlato in questo modo alle pagine di Tuttosport.
Sul calcio italiano: “Siamo in difficoltà. Provo grande dispiacere in questo momento per il nostro calcio. Io lo vorrei sempre vedere ai massimi livelli, a partire dalla Nazionale. Non dico che l’Italia debba vincere il Mondiale, ma almeno parteciparvi. Cosa non accaduta nelle ultime due edizioni. Speriamo stavolta di farcela“.
Su Gattuso: “Contano i risultati. Gli allenatori si giudicano in base a quelli. Mi auguro per l’Italia che possa fare bene“.
Sulle proprietà straniere in Serie A: “Non mi piace vedere gli americani padroni del calcio italiano, molti di loro dovrebbero svolgere un altro mestiere. Per fare i presidenti non basta avere i soldi: bisogna anche capire di calcio. A loro, invece, il calcio interessa; perché da esso ci guadagnano…Io addirittura sono in causa per alcune questioni. Gli americani non tengono conto delle bandiere, ma non capiscono molto di calcio“.
Il talento: “Ormai quelli non esistono quasi più o giocano in altri ruoli, qualcuno sulla fascia. I fantasisti puri sono spariti. In Serie A apprezzo molto Leao. Critiche per lui? Neanche Pelé vinceva da solo tutte le partite. Leao è bravo e va lasciato in pace. Fa giocate che tanti altri, pur impegnandosi come e anche più di lui, non sono in grado fare. Rafa può migliorare ancora. Va sostenuto, senza ogni volta discuterlo alla prima gara in cui non riesce a segnare“.
Sulla possibile carriera da allenatore: “Negli anni Ottanta potevo diventare l’allenatore del Milan, ma poi arrivò Berlusconi e mi propose di diventare il presidente dei Milan club. A quel punto ho declinato e fatto il parlamentare“.


