Rivera: «Finché comanda il denaro, il calcio non cambierà. Io sono scomodo perché le mie idee disturbano da sempre il potere»

La leggenda del Milan e della Nazionale, Gianni Rivera, ha affrontato diversi temi nel corso di una lunga intervista concessa a Il Fatto Quotidiano. Di seguito le sue dichiarazioni.

Le parole di Rivera

«Il mondo del football, da Blatter a Infantino, ha sempre avuto il denaro come padrone. Finché comanda il denaro, il calcio non cambierà. I giocatori oggi sono aziende e fanno squadra con gli altri solo in campo. Io sono scomodo, ieri come oggi, perché le mie idee disturbano da sempre il potere. Non sempre puoi vincere contro chi è più forte. Nazionale? Riportare in panchina Mancini è un oltraggio verso tifosi e giocatori. Nei vivai servono maestri di calcio, non strateghi della tattica. E i procuratori? Loro sono la vera peste».

Gianni Rivera
Gianni Rivera
Giovanni D'Avino
Giovanni D'Avino
Giornalista pubblicista dal 2016, sono praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere. Mi occupo di Milan dal 2012, attualmente sono Coordinatore di redazione di MilanPress.it e collaboro anche con il sito SportCampania.it.

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