Nuovo capitolo di una rivalità appena nata: Allegri e Fabregas si ricordano bene di quel 15 gennaio…

La sfida (un po’ forzata, a dire il vero) tra Cesc Fabregas e Massimiliano Allegri aggiunge un nuovo capitolo a una rivalità tra stili di gioco. Dopo l’1-3 con cui il Milan ha espugnato il campo del Como lo scorso 15 gennaio, le dichiarazioni del tecnico spagnolo hanno aperto un fuoco imprevisto.

Fabregas, sicuramente scottato, commentò così il risultato del Sinigaglia quella sera: «Quanto mi dà fastidio? Se non ti dà fastidio questo, è meglio non giocare. Ovvio che lo dà, ma oggi la mia responsabilità è anche quella di essere molto lucido e mandare il messaggio giusto. È il tipico momento in cui vieni qua infastidito ed è facile utilizzare parole che domani potrei ritrattare. Orgoglioso dei ragazzi. Oggi è difficile. Poche cose posso rimproverare oggi. Penso che se rigiochiamo un’altra volta questa partita in questa maniera, la vinciamo. La gente a cui piace il risultatismo, oggi sarà contenta. Alla gente a cui piace il calcio, sa che 8 volte su 10 la vinci. Per me conta anche come vuoi perdere». 

Dall’altra parte, il tecnico del Milan ha replicato con la consueta pacatezza: «Risultatisti o giochisti? Contro il Como è stata giocata una bella partita da due squadre che hanno interpretato la partita in modo diverso». Nessun messaggio diretto.

Sarà che allo spagnolo non è andata giù una sconfitta simile, ma nel frattempo il suo Como ha dimostrato di essere uno squadrone sotto tutti i punti di vista. In queste settimane di distacco, i lariani sono rimasti nel treno europeo con il bel gioco, e Fabregas si prepara ad affrontare il Diavolo alla sua maniera…offensivamente.

Ora, almeno, sa che ci vuole rispetto: «Con il Milan sempre avanti ma poi abbiamo sempre perso? Ti devi adattare, continuerà a succedere. Non andiamo contro la superficialità del pensiero che una partita somiglia a quella dell’anno scorso. Per quello che stiamo facendo al Como vorrei qualcosa di diverso».

Nel nuovo capitolo di una rivalità inattesa nel corso dei tempi, il tecnico del Como ha capito una cosa. Prima silenzio, poi parola al campo. E se dovesse finire male per gli ospiti? Eh, bella domanda. Basta che si mantenga la dignità nelle risposte, che non si punti il dito inutilmente contro il vincente.

Como: Cesc Fabregas
Como: Cesc Fabregas

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